Quiz della patente a Verona, barare sarà sempre più complicato

La Motorizzazione ha avviato un progetto sperimentale che prevede l'uso di frequenzimetri in grado di rilevare telefoni e auricolari: "Dietro gli imbrogli hi-tech si nascondono vere organizzazioni criminali"

(foto web)

"Fatta la legge trovato l'inganno". Si potrebbe applicare il celebre proverbio, ai furbetti dei quiz per la patente. Però da ora, almeno a Verona, imbrogliare sarà più difficile. La Motorizzazione ha deciso di dare un taglio netto a auricolari, microtelecamere e smartphone in sede d'esame. E passa al contrattacco con le stesse armi: l'alta tecnologia. Gli uffici di via Apollo si sono dotati di alcuni frequenzimetri che riescono a rilevare se sono in atto telefonate. Un apparecchio che costa 200 euro ma che lascia poche scappatoie: o si risponde correttamente senza "aiutino" esterni, o si viene bocciati. I primi risultati si sarebbero già visti. Come spiega l'Arena, la scorsa settimana sarebbe stato pizzicato un esaminando con un microfono nascosto in un orologio. Il progetto "aule sicure" è in fase di sperimentazione a Verona e se funzionerà sarà estesa a tutta le regione, con la speranza di fare scuola. Soprattutto in previsione delle nuove prove per la patente, che dovrebbero entrare in vigore da ottobre 2013. Si tratterebbe di test rimodulati e integrati con nuove domande anche su pedoni e ciclisti. Domande più difficili, insomma.

Per controllare le aule con i frequenzimetri bastano tre minuti: l'eventuale imbroglione sarebbe poi individuato e perquisito. Poi scatterebbe la denuncia. Barare al quiz della patente è infatti un reato penale e può sopraggiungere anche l'accusa di "frode ai danni dello Stato". Comprensibili, dunque, le misure tecnologiche. Secondo il direttore della Motorizzazione di Verona, Claudio Avesani, tuttavia, il quiz falsato sarebbe indice di un dettaglio ben più preoccupante. Ovvero quello secondo cui gli apparecchi utilizzati dagli esaminandi sarebbero finiti da vere e proprie organizzazioni criminali che si occupano di "aiutare nei test" previo pagamento di una soma di denaro. Non si tratterebbe quindi del microfono "da infiltrati" comperato online. Ma di apparecchiature molto sofisticate collegate ad una "centrale" di suggeritori.

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