Quadri di Castelvecchio, D'Arienzo sbotta: "Non è stato pagato alcun riscatto"

Il deputato del PD risponde alle polemiche nate dopo il rientro delle opere: "La supposizione che l'Italia abbia pagato un riscatto di un milione di euro all'Ucraina è falsa e gratuita e scientemente getta un'ombra sul felice epilogo della vicenda"

“Per la restituzione dei quadri all'Italia e, quindi, a Verona, non è stato pagato alcun riscatto”. Così Vincenzo D'Arienzo, deputato PD, che ha seguito la vicenda in più occasioni. “La supposizione che l'Italia abbia pagato un riscatto di un milione di euro all'Ucraina è falsa e gratuita e scientemente getta un'ombra sul felice epilogo della vicenda, quasi a testimoniare che in città ci sono molti dispiaciuti che sia andata così”. Il politico veronese risponde quindi alle polemiche nata dopo il tanto atteso rientro delle opere, con la Lega Nord che ha anche annunciato un'interrogazione parlamentare per fare luce sulla vicenda. 

È la classica disinformazione per offuscare i meriti di chi ha lavorato per riaverli, Governo e Comune in primis. In questo modo – aggiunge il deputato – pensano di lasciare un segno finalmente visibile, visto che i quadri sono tornati a casa grazie all'impegno di tanti, tranne di quelli che oggi parlano, a partire dal Presidente della Regione Veneto. Per fortuna non è vero, non è stato pagato alcun riscatto”.

Il contributo di emergenza di un milione di euro all'Ucraina: 700.000 euro al Programma Alimentare Mondiale (PAM) per la distribuzione di razioni alimentari e di aiuti in contanti alle categorie più vulnerabili della popolazione civile e 300.000 euro all’UNICEF per finanziare la realizzazione di un progetto nel settore dello sminamento umanitario è frutto di decisioni prese circa tre anni fa, con l'allora Ministra degli Esteri Emma Bonino” prosegue D'Arienzo.

“Quando furono discusse le sanzioni all'Ucraina, all'inizio del 2014, l'Italia fu tra i Paesi che insistettero per garantire alla popolazione ucraina un sostegno umanitario nel tradizionale ambito della difesa dei diritti umani. Fu proprio la Ministra Bonino a volere questo, per aggiungere un volano umanitario di sostegno e di accoglimento dei feriti e delle richieste che potevano giungere all'UE. Già allora ci furono problemi nel fornire assistenza a quella popolazione. Oggi, risolto il negativo rapporto di Poroshenko con l'Unione Europea, per gli aiuti umanitari non ci sono più ostacoli. Da qui, il contributo in questione”.

Il resto sono chiacchiere e fantasie di cui potevamo fare a meno. Verona si goda i suoi quadri, tornati a casa gratis e gufi scelgano un altro terreno per rendersi visibili e farsi propaganda a spese della verità” conclude il deputato PD.

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