Profughi. Lega Nord pronta a manifestare contro l'accoglienza ad Avesa

La protesta si terrà venerdì 7 ottobre alle 18 per chi vuole dire No all'arrivo dei richiedenti asilo alle ex scuole Braida. Ma prima i leghisti incontreranno il prefetto

Protesta il territorio provinciale e protesta la città. La lectio magistralis di monsignor Nunzio Galantino ha convinto poco gli esponenti della Lega Nord della città di Verona pronti a manifestare in zona Avesa venerdì 7 ottobre alle 18 al grido "No alla concentrazione di centri profughi in un'unico quartiere" e "No ad un centro profughi alle ex scuole Braida".

I segretari provinciale e comunale della Lega Nord di Verona Paolo Paternoster e Paolo Tosato ha spiegato le ragioni di questa protesta insieme al consigliere comunale Luca Zanotto e ai consiglieri di circoscrizione Alberto Grigoletti e Luca Soldo: "Da luglio molti cittadini ci hanno manifestato la preoccupazione che le ex scuole Braida di Avesa potessero essere destinate ad accogliere un centro profughi. Abbiamo chiesto pubblicamente chiarezza e una presa di posizione da parte dell'amministrazione comunale, che però non c'è stata. Ora un noto imprenditore dedito al business dei migranti avrebbe acquisito la proprietà delle ex scuole Braida. Abbiamo quindi deciso di promuovere una manifestazione ad Avesa invitando i residenti ad esprimere, con la loro presenza, la contrarietà a questo nuovo centro profughi. E per rispetto di tutti coloro che vorranno partecipare non verranno esposte bandiere o simboli di partito".

La situazione dunque non è calda solo a Pescantina, ma anche nel capoluogo di provincia, dove la Lega dimostra la sua contrarietà alla politica dell'accoglienza. "Chiediamo almeno che i migranti vengano gestiti con equilibrio e buon senso - concludono i leghisti - Comunque lunedì 3 ottobre incontreremo il prefetto che gentilmente ci ha concesso un appuntamento. Lo ringraziamo e speriamo che l'incontro serva a fare chiarezza. Siamo disposti ad annullare la manifestazione qualora ci sia una presa di posizione chiara e netta da parte del comune o della prefettura che Avesa, dopo Costagrande, non ospiterà altri centri profughi. In caso contrario andremo avanti affinché i cittadini di Avesa possano avere un'occasione per dire No".

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