Prostituzione a Verona: "Il proibizionismo non funziona. Servono quartieri a luci rosse"

Sul tema "prostituzione" è intervenuto l'ex consigliere comunale Giorgio Pasetto: "Purtroppo la strategia di punire, attraverso la polizia municipale, prostitute e clienti non funziona"

Prostituta alla Bassona

La prostituzione è un fenomeno certo non nuovo nella città di Verona così come in molte altre. Durante le sue ormai divenute celebri "dirette Facebook" pre ballottaggio elettorale, il leader leghista Matteo Salvini in appoggio alla futura coalizione di maggioranza, dopo aver mostrato il "degrado" in stazione Porta Nuova, aveva annunciato per la sera un giro cittadino nei luoghi della prostituzione. L'annuncio, fatto al fianco dell'attuale assessore alla Sicurezza Daniele Polato, non aveva poi avuto un seguito, per motivi ai più evidentemente sconosciuti.

D'altro canto poco importa, perché rispetto ad allora, per quanto riguarda la presenza delle "lucciole" sulle strade cittadine poco o nulla è cambiato. Dal quartiere Stadio alla Bassona, Borgo Venezia e altre "zone calde" di Verona continuano ad ospitare più o meno avvenenti "donnine" sul ciglio della strada pronte ad offrire agli automobilisti i loro favori.

Sulla questione è voluto intervenire l'ex consigliere comunale di area tosiana Giorgio Pasetto, dalla vocazione politica "Radicale" e da sempre impegnato sulla via della liberalizzazione: «A distanza di un anno esatto da un mio intervento sul tema in consiglio comunale, noto che nulla è cambiato, invece vorrei sottolineare che tutti i "proibizionisti" della passata legislatura che oggi siedono in consiglio hanno fallito per l'ennesima volta. Purtroppo la strategia di punire, attraverso la polizia municipale, prostitute e clienti non funziona. A questo mio intervento seguiranno molte prese di posizione di chi sostiene che la prostituzione è un fenomeno eliminabile, io ribadisco che i numeri e i fatti danno ragione è chi come me sostiene invece, che è un fenomeno che va gestito».

Una presa di posizione netta e che il Presidente Area Liberal Giorgio Pasetto argomenta con una proposta altrettanto forte: «Ribadisco che bisognerebbe creare una zona a "luci rosse", giusto per semplificare, e che l'area del Basson potrebbe essere una di quelle aree adeguate a tale scopo. La mia proposta si basa su due semplici accorgimenti: da un lato, è necessario destinare delle aree limitrofe al centro città a zona video sorvegliata 24 ore su 24, dove sia concesso alle prostitute di esercitare la loro professione con un grado maggiore di sicurezza rispetto alle attuali aree isolate che risultano essere estremamente pericolose. Dall'altro, si devono altresì installare, per ragioni igienico-sanitarie, distributori di preservativi, salviette detergenti e cestini appositi per lo smaltimento dei rifiuti con relativi opuscoli per la prevenzione di HIV e altre patologie trasmissibili per via sessuale».

Insomma, una sorta di modello Amsterdam su strada, in attesa del ritorno delle case chiuse: «Questa proposta rappresenta una strategie da attuarsi immediatamente fino a quando anche in Italia, come in gran parte dell'Europa, la prostituzione sarà legalizzata con l'introduzione di moderne "case chiuse". La riapertura delle case chiuse consentirebbe di togliere la prostituzione dalle strade, dalle mani della criminalità, consentendo inoltre un costante controllo medico serio ed accurato».

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Idee queste che troverebbero probabilmente piena condivisione nel segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, il quale giusto nel febbraio scorso aveva dichiarato: «Se mi manderete per la prima volta al governo, la proposta di regolamentare, legalizzare, ripulire, togliere dalle strade e tassare la prostituzione rimane una proposta di cui sono convinto. Piuttosto che guardare ipocritamente quello che succede, ogni giorno, sulle nostre strade, tanto vale riaprire quelle che una volta erano le case chiuse, in edifici puliti, controllati e tassate, come accade in tutto il mondo civile». E invece i rappresentanti del Carroccio che siedono in consiglio comunale a Verona cosa pensano, e soprattutto il Sindaco Federico Sboarina, l'ass. alla Sicurezza Daniele Polato che tipo di interventi pensano di attuare in merito a questo annoso problema cittadino? Domande, cui i fatti, forse, daranno prima o poi risposta.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Come si è sviluppato il nuovo focolaio in Veneto che tocca da vicino anche Verona?

  • Nuovo focolaio di Covid-19 nel Vicentino, al confine con Verona e Padova

  • Maltempo atteso a Verona: il Comune invita i cittadini a limitare gli spostamenti

  • Spende 9 mila euro per un depuratore per la casa: «Non serve, l'acqua è già potabile»

  • Inganna parroco della Lessinia per ricattarlo, coppia di 20enni arrestata

  • Coronavirus: tre i nuovi casi positivi in Veneto e due i morti, un decesso è a Verona

Torna su
VeronaSera è in caricamento