Zaia attacca sul tema immigrazione: "Niente carta d'identità ai richiedenti asilo"

"I profughi veri - ha spiegato il governatore veneto - hanno le porte aperte, quelli che sono scappati dalla morte e dalla fame, non quelli che arrivano con lo smartphone in perfetta forma fisica"

Dopo il sindaco di Oderzo, comune in provincia di Treviso, anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, si schiera contro la concessione della carta di identità ai migranti presenti in Italia. "Questi signori non sono profughi, sono richiedenti asilo - a spiegato l'esponente della Lega Nord -. Tra un anno, un anno e mezzo, avremo una risposta se sono profughi oppure no e la statistica ci dice che due su tre, tra un anno, non saranno profughi e allora io mi chiedo per quale motivo dobbiamo dare una carta d'identità in mano a una persona che comunque si rischia che non sia un profugo".

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"I profughi veri - ha concluso il governatore veneto - hanno le porte aperte, quelli che sono scappati dalla morte e dalla fame, non quelli che arrivano con lo smartphone in perfetta forma fisica". La polemica di Zaia giunge il giorno successivo alle parole di Dimitris Avramopoulos, commissario Ue, il quale a chi chiedeva se non si stesse pensando a una modifica dei criteri per le nazionalità da ridistribuire (essendo che in Italia non ci sono abbastanza siriani ed eritrei candidabili), aveva risposto così: "Se confrontiamo Italia e Grecia vediamo che fino all'80% dei migranti che attraversano il mar Egeo sono profughi, mentre la maggioranza di quelli che arrivano in Italia dal Mediterraneo centrale, anche in questo caso l'80%, sono irregolari. Non intendiamo cambiare i criteri delle nazionalità da ricollocare".

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