Profughi a Verona: forse in centinaia in arrivo alla tenuta Costagrande di Avesa

Corre voce che, oltre ai 200 già ospitati, nell'ex collegio universitario potrebbe accolti altri centinaia di profughi. La Prefettura rilancia l'appello per trovare nuove strutture di accoglienza

A metà giugno, erano arrivati 50 profughi nell'ex collegio universitario Don Mazza di Avesa. Ora, sarebbero in arrivo un altro centinaio di rifugiati, forse di più, almeno così si vocifera. Tuttavia, sono già oltre 200 le persone ospitate nella tenuta Costagrande, acquistata dall'imprenditore turistico Pietro Delaini. Questo fa della struttura il più grande centro d'accoglienza veronese, al momento. Gli ospiti sono gestiti dalla cooperativa Spazio Aperto.

Sulle colonne de L'Arena, in merito alle voci di corridoio su un prossimo arrivo di oltre 200 profughi, Delaini dichiara: "Non escludo nuovi arrivi alla tenuta. Ma la situazione è in continua evoluzione, le informazioni ci arrivano alla spicciolata. Se il sito sarebbe in grado di ospitare altre persone? Sì, ma andrebbe organizzato. Ho sentito parlare di numeri ancora superiori ma ad oggi, di concreto, non c'è nulla".

La tenuta Costagrande sta facendo molto, ma non basta, perciò, come riporta L'Arena, la Prefettura di Verona ha rilanciato "l'appello per reperire cooperative disponibili a gestire l'accoglienza e nuove strutture". Eppure, arrivano pochissime offerte di aiuto. Da parte sua, la prefettura dichiara: "Si fa quello che si può con i posti disponibili. L'accoglienza è un'esigenza istituzionale e un sacrificio non indifferente. Nel limite del possibile si cerca di sparpagliare i nuovi arrivati per evitare gruppi troppo numerosi. Ma non si vuole nemmeno che si ripeta da noi quanto successo in altre città, dove i profughi sono stati lasciati nelle stazioni o nelle piazze perché non c'erano posti dove sistemarli".

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