Profughi a San Zeno: fioccano le polemiche, ma il prefetto va avanti

Striscioni, insulti sui muri, attacchi più o meno moderati da parte di numerosi esponenti della politica veronese, la decisione di ospitare una quindicina di richiedenti asilo negli uffici di via Pontida della Prefettura continua a far discutere. E intanto Mulas non cambia la sua linea

Devono essere fischiate spesso le orecchie in questi ultimi giorni al prefetto di Verona Salvatore Mulas, il quale, val senz'altro la pena di ricordarlo, in fondo, è sempre stato coerente con se stesso e rispettoso delle funzioni che il suo ruolo gli impone di svolgere.

Era l'agosto del 2015, quando poco dopo un decreto di espulsione indirizzato contro otto ospiti "problematici" di Costagrande, il prefetto ricordava a tutti la necessità di "accogliere" e di "farlo bene". Qualche tempo prima Mulas aveva lanciato un appello affinché all'emergenza immigrazione si rispondesse con una "gestione condivisa". Tutte affermazioni quest'ultime che vanno in rima con le più recenti dichiarazioni, incontri con i vari Sindaci del Veronese nel tentativo di stimolare una maggiore cooperazione, così come persino con la decisione di adibire alcuni uffici stessi della Prefettura, quelli di via Pontida, ad alloggio per i "richiedenti asilo".

Una scelta questa che nelle ultime ore ha suscitato un vero vespaio. Tra favorevoli e contrari, tutti esprimono pareri, ma in pochi sembrerebbero essere in grado di offrire valide alternative. Ecco perché, allora, il prefetto scaligero, nonostante le critiche e le "manifestazioni di dissenso esplicite", eufemismo forse fin troppo generoso questo, pare essere intenzionato a proseguire per la sua strada. Tra i principali avversari della "linea Mulas" troviamo ovviamente gli esponenti della Lega Nord locale, ma anche i rappresentanti di "Battiti per Verona" Polato e Bertacco, i quali chiedono di fermare quella che giudicano "un'invasione incontrollata" motivando così la loro posizione: "Pensiamo che gli abitanti del quartiere di San Zeno che hanno combattuto per anni una battaglia silenziosa per riportare decoro in varie zone, non meritino di essere ancora penalizzati da scelte che li vedranno nuovamente soccombere con alto rischio di forte disagio".

Insomma, non solo gli appartenenti al comitato "Verona ai Veronesi" paiono nutrire dubbi sulla scelta del prefetto, anzi persino il Partito Democratico o ancora Michele Croce di Verona Pulita, il secondo con toni decisamente più duri ("una coltellata al cuore della città" ndr), hanno manifestato perplessità circa la prospettiva di collocare a San Zeno i profughi. Lo stesso Sindaco di Verona Flavio Tosi, pur dicendosi aperto al confronto con il prefetto, ha però dichiarato che è necessario capire quale sia "il beneficio che si ottiene" da una decisione simile, sostenendo che in fondo sarebbe meglio trovare "altri siti idonei in Comuni diversi". Sì, ma quali?

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Tra le voci fuori dal coro degli oppositori, moderati od oltranzisti che siano, da segnalare quella del consigliere comunale Pasetto, non nuovo a prese di posizione coraggiose ed indipendenti, il quale si dice "assolutamente favorevole alla posizione del Prefetto Mulas", ricordando a tutti i partecipanti ciò di cui si sta veramente parlando: "Oltre al fatto che stiamo discutendo sul destino di esseri umani, per me fatto scontato ma non per altri, il numero di persone coinvolte è davvero limitato e verrebbero gestite da un punto di accoglienza che si suppone essere adeguatamente preparato e attrezzato a farlo. Quale coltellata al cuore di Verona? Sono proprio espressioni del genere che alimentano le paure del cittadino, ed è inammissibile che provengano proprio da un candidato sindaco. Posso anche comprendere che la notizia di trasferire una quindicina di profughi in centro non sia ben vista da tutti i rappresentanti delle forze politiche veronesi, ma prima di esprimere un giudizio serve necessariamente contestualizzare. Non sono nemmeno d'accordo con chi parla di San Zeno come 'zona esposta a rischio', anzi, credo sia uno dei quartieri più tranquilli della città".

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