Profughi di Costagrande, il sindaco Tosi in visita alla tenuta al confine con Avesa

Nella giornata di lunedì 20 luglio, dopo la manifestazione spontanea dei profughi, nel pomeriggio si è recato nell'ex collegio Don Mazza Flavio Tosi di persona per rassicurare gli abitanti di Avesa

La tenuta Costagrande è nel comune di Grezzana, tuttavia, ciò che vi accade ricade su Verona, anzi su Avesa. Ecco perchè gli abitanti della zona hanno chiesto maggiori controlli ed ecco perchè il sindaco Flavio Tosi in persona, lunedì 20 luglio, si è recato in visita alla struttura di accoglienza dei profughi. La mattina di lunedì è iniziata con una piccola protesta organizzata dai profughi stessi e si è conclusa con le manifestazioni della Lega Nord e di Forza Nuova.

Insieme a Tosi, all'ex collegio universitario Don Mazza, c'erano l'assessore ai Servizi Sociali Anna Leso, l'assessore allo Sport Alberto Bozza e il comandante della polizia municipale Luigi Altamura. Come riporta L'Arena, all'uscita dalla visita durata circa mezz'ora, il sindaco ha dichiarato: "La presenza di persone provenienti dall'Africa ha avuto un incremento significativo in questi ultimi giorni, l'accoglienza ovviamente è doverosa, ma nel rispetto delle regole: Avesa è una comunità, un paese, e quindi non si devono scaricare tensioni e problematiche su chi vi abita". In particolare, si farebbe riferimento alla rissa scoppiata pochi giorni fa, che ha creato un po' di disagio nella località.

Un altro problema è il collegamento con la città; infatti, i profughi chiederebbero passaggi per muoversi al di fuori della tenuta. Per questo motivo, come si riporta su L'Arena, è stato istituito un servizio di collegamento tra Costagrande e Verona: "Chi entra e chi esce da questa tenuta, così si è convenuto con il rappresentante del prefetto dovrà farlo tramite un bus navetta. In secondo luogo, chi fa casino dev'essere allontanato perché l'accoglienza presuppone il rispetto di regole condivise. Gli ospiti adesso sono trecento scarsi. La struttura di fatto gravita su Verona, ma il punto è la modalità di gestione. Chi gestisce deve garantire servizi, pasti, attività correlate e gli spostamenti da e verso la città che non devono essere fatti a piedi per 20 chilometri chiedendo o imponendo passaggi a chi abita da queste parti. Se gli spostamenti avvengono a orari definiti da e verso la città è chiaro che tale concentrazione avrà un impatto diverso con una comunità come Avesa".

Dopo l'agitazione della mattinata, Flavio Tosi avrebbe trovato un clima sereno e, sempre su L'Arena, commenta le condizioni in cui si trovano i profughi ospitati: "Se si vuole chiamare tendopoli qualcosa che assomiglia a un campeggio, va bene, ma bisogna considerare le situazioni di partenza: queste persone vengono dall'Africa e da scenari di guerra e quindi l'accoglienza si affronta come tale".

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