Grande Guerra. La Dante Alighieri di Cologna Veneta vince un premio regionale

Il concorso era stato indetto dall'assessorato all'istruzione e formazione. Come prima classificata tra le scuole secondarie di primo grado, la Dante Alighieri si è aggiudicata 2000 euro

Sono 21 le scuole primarie e secondarie vincitrici del concorso regionale indetto dall’assessorato all’istruzione e formazione della regione Veneto sul centenario della Grande Guerra.

Oggi, 7 giugno, a villa Contarini di Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova, l’assessore regionale Elena Donazzan ha premiato le scolaresche che hanno presentato i migliori elaborati sul tema "1915: l'entrata in Guerra dell'Italia e il coinvolgimento del Veneto nel conflitto". Per le scuole secondarie di primo grado, premiato l'istituto comprensivo Dante Alighieri di Cologna Veneta

Gli elaborati sono stati valutati da una commissione di esperti. Ai primi classificati è stata assegnata la somma di 2 mila euro, ai secondi 1.500 euro, ai terzi 1.000 euro e ai classificati al 4°, 5°, 6° e 7° posto 500 euro, per un monte premi complessivo di 19.500 euro.

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"Una bellissima seconda edizione - ha commentato l'assessore regionale - che ha visto una straordinaria partecipazione da parte delle scuole venete, e la realizzazione di ottimi elaborati perché la storia della Grande Guerra è avvertita come un evento prossimo, sia temporalmente che geograficamente, capace di suscitare ancora coinvolgimento emotivo e domanda di conoscenza e approfondimento. Nel premiare gli elaborati, davvero pregevoli, e i loro autori ho invitato i ragazzi a dare un nuovo senso alla parola patria, come fecero i loro coetanei di allora che, anche se non sapevano per cosa andavano a combattere, sapevano con certezza che era un loro dovere, perché dietro alla parola patria c'erano grandi motivazioni, il destino delle loro famiglie, il futuro delle loro terre, il rispetto per lo Stato. Oggi possiamo dare un senso nuovo a questa parola insegnando ai più giovani il rispetto delle regole, il senso del dovere, lo spirito di sacrificio e il valore della divisa che oggi indossano le nostre forze dell'ordine. Da questo approccio culturale possiamo far rinascere la nostra nazione".

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