Ponte della Motta, il sindaco Casu respinge in toto le accuse del Pd

Il primo cittadino di San Bonifacio risponde all'onorevole democratico Vincenzo D'Arienzo che aveva accusato l'amministrazione di non aver fatto nulla per prevenitre il disastro delle alluvioni

Il sindaco di San Bonifacio, Antonio Casu

"Abbiamo capito che Vincenzo D’Arienzo ha già lanciato la campagna elettorale del Partito democratico per le elezioni amministrative del 2014 a San Bonifacio. Ma, se queste sono le premesse, consigliamo il deputato veronese di informarsi meglio, prima di lanciare accuse paradossali nei confronti della nostra Giunta". Arriva dall'Ufficio comunicazione del Comune di San Bonifacio la replica alle accuse del Pd veronese sul ponte della Motta. Una lettera a firma del sindaco, Antonio Casu, e del capogruppo Pdl in Consiglio e assessore provinciale alla Protezione civile, Giuliano Zigiotto, è servita a replicare alle osservazioni del deputato. Secondo quanto ricostruito dal Partito democratico veronese, nel marzo 2013 la Direzione regionale dei Beni culturali e paesaggistici del Veneto aveva comunicato la sussistenza dell’interesse culturale del ponte della Motta, ponendo quindi vincoli estremamente forti a qualsiasi intervento. Alla richiesta di D’Arienzo, il Soprintendente aveva dichiarato chiaramente la "ferma volontà di mettere al centro la salvaguardia dell’incolumità pubblica, che costituisce valore assoluto, e di conseguenza la possibilità di valutare anche in tempi brevi soluzioni alternative". Il Pd aveva puntualizzato però che "il Comune di San Bonifacio non ha presentato alcuna osservazione al provvedimento che imponeva l’interesse culturale sul ponte: solo silenzio, un silenzio che diventa assenso".

Per questo è arrivata, a stretto giro, la replica di Casu e Zigiotto: "Forse a Roma le informazioni dai consiglieri del Pd sambonifacese giungono distorte e incomplete, inducendo l’esponente del Pd in errore e distogliendolo dal lavoro che è tenuto a compiere a favore del territorio che rappresenta. E non è certamente calunniando gli amministratori attuali che riuscirà a far crescere i consensi nei confronti della sinistra di San Bonifacio. Forse D’Arienzo ignora, o non ricorda, che nel 2002 la prima amministrazione Casu presentò in Consiglio il progetto di innalzamento del ponte della Motta a cui si sono ispirati tutti i progetti successivi del Genio Civile (unico soggetto competente della progettazione e dei lavori), i consiglieri del Pd espressero voto contrario bocciando l’iniziativa. Da allora si sono succedute altre amministrazioni, che non sono riuscite a combinare nulla di buono per la soluzione del problema rappresentato dal nodo del ponte della Motta in caso di piena dei corsi d’acqua interessati. Anzi, l’isolazionismo di amministratori non avveduti riuscì perfino a far bloccare dalla Regione i finanziamenti già predisposti per realizzare il progetto".

Continuano Casu e Zigiotto: "Tornando alle accuse specifiche lanciate dalla minoranza sulla supposta mancanza di osservazioni al progetto, noi siamo per il 'fare' e non per il 'ciacolare', di conseguenza abbiamo fatto opposizione alle decisioni della Sovrintendenza ai beni architettonici (che ha vincolato il ponte) facendo ricorso al Tar. Altroché silenzio assenso. Questa era l’osservazione più consona ed efficace che potessimo fare. Ma non ci siamo limitati a questo perché noi, a differenza di D’Arienzo, a San Bonifacio ci viviamo e da cittadini sambonifacesi come tutti gli altri che hanno subito disagi, siamo molto incavolati ed abbiamo la ferma intenzione di far finire questo rimpallo di responsabilità e di mettere in sicurezza al più presto il nostro territorio. Quindi, o l’onorevole D’Arienzo dà un contributo utile supportando le nostre recenti istanze ufficiali alla presidenza del Consiglio, oppure, se vuole solo cercare la visibilità del suo partito, meglio si occupi d’altro".

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