Cyberbullismo e reati sul web in aumento, in Veneto 237 i casi. Dilaga il fenomeno selfie

Due studenti su tre sono vittima di bullismo, un teenager su quattro pubblica almeno un selfie al giorno e ben il 35% dei giovani ammette di aver fatto un selfie in condizioni di rischio

I giovani e internet

I social network sono ormai uno strumento di comunicazione del tutto integrato nella quotidianità dei teenager. La loro sempre più pregnante diffusione, accostata all’aumento esponenziale del numero di adolescenti presenti sul web, ha determinato una crescita dei minori, di età compresa tra i 14 e i 16 anni, vittime di reati contro la persona: dai 104 casi registrati nel 2016, si è passati, infatti, a 177 nel 2017 e a ben 237 accertati, invece, lo scorso anno.

Si tratta di dati allarmanti, divulgati in queste ore dalla questura di Verona in vista dell'appuntamento di lunedì il 15 aprile, quando gli agenti della polizia di Stato scenderanno in piazza Bra per promuovere la campagna educativa "Una vita da social". L'attività rientra nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione e prevenzione messe in campo per arginare i rischi legati all’utilizzo inconsapevole della rete. Ancora oggi, infatti, molti ragazzi continuano purtroppo a pensare che il web sia una "terra di nessuno", dove azioni quali inviare messaggi, postare foto o notizie e intrattenere relazioni virtuali, vengono sottovalutate, quasi come fossero un gioco privo di conseguenze. 

I reati specifici in Veneto

Per quanto riguarda i dati relativi ai reati in Veneto, nel 2018 si sono avuti ben 67 furti di identità digitale sui social, 26 casi di detenzione di materiale pedopornografico e 5 casi di stalking denunciati. Da rilevare inoltre i 59 casi di diffamazione online, i 39 episodi di minacce e molestie, infine i 41 casi di "sextortion", una pratica estorsiva che sfrutta l'arma del ricatto dopo l'invio di fotografie osé.

una vita da social polizia di stato camion truck

Il truck della polizia di Stato che sarà in Bra per "Una vita da social" il 15 aprile

Selfie mania e selfie pericolosi

Dal punto di vista antropologico, è interessante segnalare una delle evidenze emerse dalla ricerca condotta, per conto della polizia postale, da Scuola.net, Università Sapienza di Roma e Università Cattolica di Milano, vale a dire l'enorme diffusione tra i giovani della cosiddetta "selfie-mania". L’autoscatto è oggi infatti parte integrante della vita sociale dei ragazzi. Il web è letteralmente inondato di immagini che li ritraggono e che, raccontando molto di loro, della loro identità e delle loro abitudini quotidiane, li espongono però a rischi di varia natura

L’attrazione per il selfie, in molti casi, è tale da spingere i giovani a mettersi deliberatamente in una situazione di pericolo: dei 6.671 ragazzi intervistati, di età compresa tra gli 11 e i 25 anni, il 35% ha dichiarato, infatti, di aver provato, almeno una volta, a realizzare un autoscatto in condizioni potenzialmente pericolose, prevalentemente alla guida del motorino o della macchina. Come testimoniano anche le notizie di cronaca, a cimentarsi con queste pratiche sono prevalentemente i maschi intorno ai vent’anni, con un rendimento culturale o accademico molto basso ovvero di estrema levatura. 

Il selfie, una volta scattato, è destinato ad essere pubblicato su uno dei numerosi social network disponibili in rete: attività che il 63% dei giovani effettua almeno una volta a settimana. Nel 14% dei casi, secondo la ricerca, questo avviene, invece, giornalmente, mentre nel 13% la stessa procedura si ripete numerose volte nell’arco della stessa giornata. Ciò significa che un giovane su quattro posta una propria fotografia una volta al giorno, mentre, a conti fatti, nove su dieci lo fanno almeno una volta alla settimana.

Le parole del questore di Verona

«Il proficuo rapporto che la polizia di Stato tenta da sempre, e con rinnovato impegno, di mantenere con il mondo dei giovani e degli adolescenti – afferma il questore di Verona, dott.ssa Ivana Petricca – ci porta, ancora una volta, a condividere l’importante obiettivo che gli specialisti della polizia ostale, attraverso la campagna "Una Vita da Social", intendono perseguire: educare le nuove generazioni ad un uso intelligente delle risorse del web. I nostri adulti di domani devono essere messi nella condizione di imparare a gestire gli innumerevoli strumenti presenti in rete che, proprio in quanto liberamente accessibili, possono nascondere insidie. È nostro dovere, dunque, trasmettere ai ragazzi i giusti messaggi per una navigazione consapevole, scevra di rischi e, pertanto, sicura».

Il truck della Polizia di Stato allestito con un’aula didattica multimediale, che farà tappa lunedì, dalle ore 9.00 alle ore 15.00, nella città di Verona, è partito da Matera, capitale europea della cultura, e concluderà il suo tour a Roma, toccando le principali piazze italiane nelle quali gli operatori della Polizia Postale incontreranno studenti, genitori e insegnanti e affronteranno i temi della sicurezza online con un linguaggio semplice e chiaro, adatto a tutte le fasce di età. Quest’anno gli studenti, attraverso il diario di bordo raggiungibile al seguente link https://www.facebook.com /unavitadasocial, potranno lanciare il loro messaggio positivo contro il fenomeno del cyberbullismo.

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