Copertura dell'Arena. Pd: "Finirà nel calderone delle grandi opere non realizzate"

Polemica aperta in Consiglio comunale circa la prospettiva di dotare l'anfiteatro romano cittadino di una copertura contro le intemperie. Mentre il sindaco Tosi sembra voler proseguire a testa bassa, dal Pd giunge una pioggia di critiche

Siamo solo all'inizio di una vicenda che farà parlare, e scrivere, ancora per molto tempo, e le polemiche non accennano affatto a placarsi. Questa volta l'intervento a gamba tesa contro il sindaco Flavio Tosi, nonché presidente di Fondazione Arena, che vorrebbe dotare l'anfiteatro romano cittadino di una copertura dalle intemperie, giunge dal Partito Democratico con i due consiglieri comunali Elisa La Paglia e Michele Bertucco impegnati a mostrare la scarsa credibilità di Tosi in fatto di valorizzazione dei monumenti e beni archeologici. I due esponenti del Pd ricordano, infatti, come spesso in precedenza lo stesso sindaco, che detiene anche l'assessorato alla Cultura, avesse liquidato "le testimonianze del passato come quattro sassi", così come si legge in una nota diffusa dal Partito Democratico:

Di certo l'ambizione non fa difetto al nostro Sindaco, la cui nuova priorità diventa nientemeno che “garantire altri duemila anni tranquilli alla nostra Arena” grazie al progetto della copertura. Detto a due anni dalla fine del suo secondo mandato fa sorridere. Anche perché fino ad oggi Tosi non si è mai distinto per passione verso le testimonianze del passato, più volte da lui liquidate come “quattro sassi”.

Al di là dei presepi in Arena e della stagione lirica non si è mai posto il problema di come valorizzare il monumento. Gli eventi pop o extra-lirica, che avrebbero dovuto fornire le risorse per la manutenzione del monumento, non hanno mai fruttato un centesimo ed è dovuta intervenire la solita Fondazione Cariverona. Che adesso, con questo po po di curriculum, il Sindaco accusi di conservatorismo politico coloro che pongono il problema della tutela del patrimonio architettonico e monumentale (qualcuno lo fa semplicemente di mestiere), è davvero surreale.

A Verona non c'è un partito del “no”, c'è invece un partito del “muoviti!”, perché al di là dell'eco mediatico e dunque della pubblicità gratuita per l'Arena che avrà la vicenda dello studio di fattibilità, è certo già da adesso che l'opera è destinata a finire nel calderone delle grandi opere promesse e mai realizzate di questa amministrazione, come l'autostrada in città o il cimitero verticale. Intanto i problemi rimangono: fondazione arena, traffico, problemi di bilancio... Ma a noi un sindaco normale, no? Uno che si impegni concretamente nella risoluzione dei problemi senza promettere ogni volta la luna, specialista dell'impossibile perché il possibile è evidentemente fuori dalla sua portata...

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