Piazza Erbe non ospiterà la statua di Dall’Oca Bianca: il perché del Comune

La Giunta ha deciso di non assecondare la richiesta del Comitato: "In un contesto architettonico di così forte rilievo storico è stato ritenuto prudenziale non inserire nessun altro elemento moderno", ha detto l'assessore Toffali

Foto Riccardo Krichi

Abbiamo studiato la piazza e scelto una soluzione prudenziale che ne tuteli il secolare valore storico e artistico”. Questa la posizione dell’assessore all’Arredo urbano, Francesca Toffali, in merito alla decisione recentemente assunta dalla Giunta di non collocare in piazza Erbe la statua bronzea del pittore Angelo Dall’Oca Bianca, come richiesto dal Comitato ‘Dall’Oca tra noi’.

“La valutazione dell’Amministrazione è partita da un punto di vista diverso da quello del Comitato – ha spiegato l’assessore –. Noi abbiamo privilegiato l’integrità complessiva della piazza, il Comitato ha considerato solo la statua e la sua collocazione. Da secoli la piazza è caratterizzata per tre elementi scultorei, ad essa collegati e rappresentativi della città: la ‘Madonna Verona’ statua scultorea d’epoca romana, datata 380 d.c, e posta al di sopra della fontana realizzata nel 1368 da Cansignorio della Scala, la ‘Tribuna’ di epoca medioevale e simbolo dell’attività politica della città e il Leone del 1523, fortemente rivoluto dai cittadini veronesi dopo che al tempo della caduta della Repubblica Veneta fu distrutto dai giacobini. In un contesto architettonico di così forte rilievo storico è stato quindi ritenuto prudenziale non inserire nessun altro elemento moderno, anche in rispetto di quelle allegorie ‘dell’Ignoranza, della Prudenza e dell'Invidia’ raffigurate sulle Case Mazzanti e strenuamente difese dallo stesso Dall’Oca Bianca, che appaiono oggi quasi un monito di rispetto alla bellezza di questo luogo. Così come la Soprintendenza ha svolto il ruolo che le compete nel valutare gli aspetti che le competono, noi amministratori abbiamo fatto il nostro. E cioè di ritenere che piazza Erbe resti il massimo simbolo della vita pubblica veronese, con le tre sculture delle altrettante epoche di storia cittadina. Del resto è dal 1.500 che nessun amministratore ha sentito il bisogno di inserire altri simboli nella piazza. Le eccellenze artistiche trovano la giusta collocazione nei siti adeguati e di altrettanto pregio. Per quanto riguarda il grande concittadino Dall'Oca Bianca faremo anche di più, lo faremo rivivere in una sezione permanente alla Galleria d'arte moderna. Il giusto tributo alla sua arte e alle sue opere che Verona gli deve”.

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