Obiettivo Pfas Zero. Arpav: "Raggiunto in tutti i comuni della Zona Rossa"

Merito del nuovo sistema di filtraggio. Ma il M5S punge l'amministrazione regionale: "Se non viene effettuata la bonifica dell'area contaminata della Miteni, tutto il resto è poco utile"

Mappa della contaminazione di Pfas in Veneto

Il direttore generale di Arpav Nicola Dell'Acqua e l'assessore regionale all'ambiente Gianpaolo Bottacin ha presentato ieri, 18 ottobre, nella sede della direzione generale di Arpav i risultati delle analisi negli acquedotti dei comuni della Zona Rossa (quella maggiormente colpita dalla contaminazione di Pfas) dopo l'attivazione del nuovo sistema di filtraggio.

L'obiettivo Pfas Zero è stato raggiunto in tutti i comuni interessati - ha affermato Dell’Acqua - Ciò è stato possibile grazie agli interventi attuati dai gestori che hanno attivato celermente la doppia filtrazione in serie su letto di carboni attivi, metodo comprovato dagli studi più recenti e che provvederanno alla sostituzione dei letti filtranti ogni 2-3 mesi, per garantire nel tempo tale performance. Annuncio anche che, nelle prossime settimane, verificheremo i punti di erogazione dell’acqua potabile nelle scuole.

I costi che saranno sostenuti dagli enti gestori degli acquedotti sono stimati intorno alla cifra dei 2 milioni e mezzo di euro.

La Regione ha già anticipato 1,2 milioni che ci riserviamo di recuperare rivalendoci su chi ha inquinato - ha detto Bottacin - Da quando il Ministero ci ha detto di arrangiarci, in meno di un mese abbiamo raggiunto l'obiettivo Pfas Zero.

Anche i costi che potrebbero essere caricati nella bolletta dell'acqua, e quindi essere pagati da tutti i cittadini, sono stati calcolati da Arpav che stima che a partire dal 2019 nelle bollette si potrebbe pagare un euro in più a persona.

E Pfas Zero non è solo il nome dell'obiettivo che Regione Veneto e Arpav dicono di aver raggiunto nei comuni della Zona Rossa. Pfas Zero è anche il nome di una proposta di legge depositata e ancora ferma alla Camera dei Deputati dall'aprile del 2016. Proposta dell'onorevole 5 Stelle Silvia Benedetti.

Anche con l'abbassamento dei limiti imposto dalla giunta regionale - scrive Benedetti - dai rubinetti potrà infatti continuare ad uscire acqua con una concentrazione di 390 nanogrammi per litro come somma di Pfas. Non è certo difficile comprendere come possa far male continuare ad incrementare, seppur in maniera minore, l'assunzione di questo inquinante che la popolazione già ha accumulato per anni. È molto difficile comprendere come si possa accettare di far scorrere nelle case acqua con anche solo dieci nanogrammi di Pfas.

E il M5S veneto continua a pungere l'amministrazione regionale. I consiglieri regionali 5 Stelle hanno dichiarato che: "La giunta regionale non sta risolvendo il problema dei Pfas, sta solo mettendo delle toppe. Se non viene effettuata la bonifica dell'area contaminata della Miteni, tutto il resto è poco utile".

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