Pfas, Miteni sui dati Arpav: "Dimostrano che non siamo noi il problema"

L'azienda di Trissino viene ritenuta la principale responsabile della contaminazione, ma replica "secondo il monitoraggio dell'Arpav noi contribuiamo solo all'1% dell'inquinamento"

Due pubblicazioni importanti per la vicenda dell'inquinamento da Pfas nel Veneto. Nel giro di dieci giorni, tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, è stato prima pubblicato da Arpav il monitoraggio sulla presenza di Pfas nelle acque superficiali del Veneto e poi sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto sullo stato di emergenza. Con questo decreto dovrebbero arrivare da Roma fondi straordinari per la realizzazione di nuove condutture per portare ai cittadini acqua non proveniente da fonti contaminate.

Tutto questo mentre le associazioni di cittadini in lotta contro l'inquinamento da Pfas hanno organizzato per domenica 22 aprile una manifestazione dal titolo "DifendiAmo Madre Terra - Verso la prima giornata nazionale contro i crimini ambientali". Il luogo prescelto per manifestare è Trissino, nel vicentino, davanti all'azienda Miteni, ritenuta la principale responsabile della contaminazione. Miteni che però oggi, 9 aprile, dopo aver letto i dati pubblicati da Arpav, si difende.

La presenza di Pfas nel 2017 al collettore Arica dimostra una costante presenza di queste sostanze in concentrazioni anche centinaia di volte più elevate rispetto al contributo di Miteni - scrivono dall'azienda - È la dimostrazione definitiva che oggi e in passato ci sono altre fonti di inquinamento che nulla hanno a che vedere con noi. Miteni ha smesso di produrre C8 da sette anni ma queste sostanze continuano a essere presenti negli scarichi di Arica. Se si considerano tutti i Pfas, lo scarico Arica misura 692,5 ng per litro e il contributo totale di Miteni è dello 0,89% con 5,98 ng per litro. Questi dati dimostrano che Miteni è nei fatti del tutto marginale nella diffusione di Pfas. Anche per i Pfas a catena corta, che Miteni pur produce, il dato è chiarissimo: al collettore Arica, la concentrazione è di 297,5 ng per litro e Miteni contribuisce per il 1,9% con 5,6 ng per litro. A fronte di queste evidenze, appare paradossale vi sia ancora oggi chi ritiene Miteni il problema. I fatti dicono che è l'unica azienda del territorio che sta togliendo Pfas dall'ambiente con la bonifica e la depurazione a fronte di numerose imprese che li utilizzano e che sulla base dei dati ora divenuti ufficiali rappresentano oltre il 99% della fonte di contaminazione.

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