Pfas, Miteni: "Non classificati come dannosi". M5S: "Uno studio dice il contrario"

Prosegue lo scontro sull'inquinamento che ha toccato le province di Verona, Vicenza e Padova, finto anche al centro di un servizio de Le Iene, andato in onda su Italia 1

Lo scontro sull'inquinamento da Pfas che tocca le province di Verona, Vicenza e Padova non accenna ad arrestarsi. Il servizio andato in onda su Italia 1, nella trasmissione Le Iene, ha gettato ulteriore benzina sul fuoco, dando vita anche ad un nuovo botta e risposta tra gli esponenti del Movimento 5 Stelle e l'azienda Miteni. 

L’azienda Miteni S.p.a., quella che produce la sostanza Pfas, di cui parliamo, ha diramato un comunicato stampa in cui risponde al M5S Veneto e alle Iene dicendo che “i Pfas a catena corta attualmente prodotti da Miteni non sono classificati come dannosi da nessun organismo in nessun paese del mondo ma solo dai cinquestelle in Italia”.

Hanno affermato in una nota diffusa i pentastellati Jacopo Berti e Manuel Brusco, che poi hanno proseguito: 

Rispondiamo alla Miteni citando uno studio che dice il contrario. Questo studio lo abbiamo allegato alle nostre denunce in procura per bloccare immediatamente la produzione di queste sostanze e salvare la vita dei cittadini.

Dallo studio di Perez (2013) si è visto che i PFAS a catena corta (fino a 6 atomi di carbonio) si accumulano in vari tessuti (reni, fegato, ossa, polmoni e cervello); in particolare il PFBA (C4 acidoperfluorobutanoico) si bioaccumula nei polmoni e nei reni, mentre il PFHXA con 6 atomi di carbonio si accumula maggiormente nel cervello e nel fegato e rimane aperta la questione se questi composti possano essere legati a disturbi neurologici gravi nei bambini come l’autismo.

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Ne segue quindi che la produzione di PFAS a catena corta, in sostituzione di PFOS e PFOA, non è esente da tossicità sia ambientale che per la salute dell’uomo, anche in conseguenza del fatto che la purificazione dell’acqua con filtri a carboni attivi non permette di eliminare completamente i PFAS, in particolare quelli a catena corta (Rahman 2014; Appleman, 2014).

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