Pfas e donne in gravidanza. Coletto: "I nostri interventi sono stati utili"

L'assessore regionale alla sanità: "Il fenomeno del sottopeso nei neonati, è scomparso nel 2014 e 2015, dopo l'attivazione dei filtri negli acquedotti nel 2013"

"Bene le mozioni, ma anche meglio le azioni che la regione sta mettendo in atto fin dall'inizio della vicenda".

L'assessore regionale alla sanità Luca Coletto ha commentato l'approvazione in consiglio regionale della mozione del consigliere di minoranza Cristina Guarda per fornire ai cittadini più interessati dall'inquinamento da Pfas maggiori informazioni sugli accorgimenti da usare per limitare gli effetti nocivi di queste sostanze. La mozione è volta soprattutto a tutelare le donne in gravidanza su cui la regione, spiega Coletto, ha previsto comunque uno screening specifico. "Gli interventi che abbiamo adottato sono stati utili - ha dichiarato Coletto - Il fenomeno del sottopeso nei neonati, rilevato negli anni precedenti, è scomparso nel 2014 e 2015, dopo l'attivazione dei filtri negli acquedotti nel 2013. Gestanti e mamme sono inoltre già coperte dallo screening avviato sui residenti della zona rossa".

Intanto il M5S veneto continua a tenere alta la guarda e ha chiesto le analisi sul percolato prodotto dai siti di conferimento di rifiuti dell'ovest vicentino e dei fanghi di depurazione, prodotti dei 5 depuratori consortili che si immettono all'interno del tubone Arica, chiedendo nello specifico la quantificazione dei Pfas in entrambi i casi. "Tra le sostanze inquinanti prodotte da questi impianti ci sono ovviamente anche i Pfas - ha dichiarato il consigliere 5 Stelle Manuel Brusco - Vogliamo sapere in che misura, dato che non abbiamo informazioni specifiche al riguardo. Ciò non toglie che il nostro principale obiettivo nella lotta ai Pfas resta la Miteni, la quale secondo Arpav è responsabile del 97% dei Pfas presenti nelle nostre acque".

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