Pfas, controlli di Greenpeace nelle scuole, la Regione: "Meglio se li fa Arpav"

Per l'assessore Bottacin "soltanto laboratori e professionisti di enti scientificamente e analiticamente accreditati e autorizzati per legge possono effettuare queste delicatissime operazioni, al fine di avere risultati corretti e credibili"

L'operazione lanciata da Greenpeace nelle scuole, con dei prelievi per verificare la presenza di Pfas, non convince la Regione Veneto. 

È l'assessore regionale all'ambiente Gianpaolo Bottacin a fare presente che “la qualità dell’acqua emessa dalla rete idrica è costantemente monitorata da Ulss e Arpav, a norma del D.Lgs. 31/2001, nonché dagli stessi gestori del servizio idrico integrato, i quali hanno per primi l’interesse a fornire acqua di buona qualità nel rispetto dei limiti e dei valori di performance indicati dall’Istituto Superiore di Sanità”.

“Con particolare riguardo ai valori di concentrazione dei Pfas – ha aggiunto l’assessore - le informazioni in merito alle analisi effettuate da Arpav sono costantemente pubblicate sul sito dell’Agenzia. Peraltro va evidenziato che la determinazione delle concentrazioni delle sostanze perfluoro-alchiliche non è un’operazione attuabile da chiunque: sono necessari infatti macchinari di analisi complessi, che l’Arpav ed i gestori hanno provveduto ad acquistare proprio in relazione al verificarsi dell’emergenza Pfas, mettendo a punto una specifica metodologia di rilevazione, non essendo noti in precedenza questi inquinanti nelle acque potabili in Italia”.

Desta dunque più di qualche perplessità – ha commentato Bottacin - il fatto che chiunque possa effettuare tali analisi in modo del tutto autonomo con analoga accuratezza. In questo senso, l’Arpav rappresenta da sempre garanzia di imparzialità e correttezza, mentre non sempre si può dire altrettanto nel caso di analisi autonome. E proprio perché si tratta delle acque potabili prelevate nelle scuole, viste le quantità in gioco (si parla di nanogrammi in un litro di acqua), per non rischiare di avere dati falsi o quanto meno imprecisi occorre massimo rigore nell’analisi. Soltanto laboratori e professionisti di enti scientificamente e analiticamente accreditati e autorizzati per legge possono effettuare queste delicatissime operazioni, al fine di avere risultati corretti e credibili”.

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