Pfas, chiesti i danni alla Miteni per alcune famiglie di Zimella e Veronella

La causa civile è stata avviata da Studio 3A che non ha dubbi. La società ritiene che sussista un danno morale per la forte preoccupazione provata per il rischio di sviluppare patologie

Non è stato ancora accertato dalle autorità inquirenti, quindi ancora non si può affermare con sicurezza che l'inquinamento da Pfas in Veneto sia dovuto alle attività di Miteni. I carabinieri del Noe hanno però fatto emergere che la multinazionale di Trissino sapeva fin dagli anni '90 che nell'area del proprio stabilimento c'era una elevata concentrazione di materiale inquinante a contatto con la falda acquifera. L'azienda non ha avvisato alcuna autorità e ha così violato l'obbligo di comunicazione agli enti competenti. Sulla base di questo elemento, Studio 3A ha deciso di avviare una causa civile contro l'azienda fondata sull'angoscia provata dai genitori per la salute dei figli nati dopo il 1990.

Studio 3A è una società specializzata nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, compresi i casi di danno ambientale, e assiste da oltre un anno una decina di famiglie residenti nel vicentino e nel veronese che si sono affidate ai suoi esperti per fare piena luce sui fatti e ottenere giustizia.

Tramite l'avvocato penalista di queste famiglie, con cui Studio 3A collabora da vicino, lo scorso marzo era stato già presentato un esposto nelle rispettive procure di Verona e Vicenza. Si trattava però di un atto contro ignoti nel quale si chiedeva alla magistratura inquirente se in questo inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche fossero rinvenibili fattispecie penalmente rilevanti e, se sì, che si individuassero i soggetti responsabili e si procedesse nei loro confronti.

I recenti sviluppi delle indagini hanno mutato lo scenario. In attesa di capire se e quando vi siano gli estremi per chiedere eventuali danni biologici alla salute, Studio 3A non ha dubbi che sussista un danno morale-esistenziale per la forte preoccupazione provata per il rischio di sviluppare patologie anche gravi legate alla presenza dei Pfas in percentuali così elevate nel sangue, come sta emergendo dallo screening di massa avviato dalla Regione nelle zone più esposte. E se per le persone nate prima degli anni '90 l'azienda potrebbe sempre eccepire di non essere stata a conoscenza del grave inquinamento, difficilmente potrà sostenere la stessa tesi per i giovani nati successivamente. Studio 3A ritiene chiaro che se Miteni avesse informato gli enti preposti, ora i genitori non sarebbero tanto angosciati per la salute dei loro figli.

Studio 3A ha valutato la sussistenza degli estremi per formulare una richiesta mirata di risarcimento dei danni da angoscia per due delle famiglie assistite che hanno dei bambini e ha ritenuto di avviare l'iter per la citazione in causa. Si tratta di due bimbi di 4 e di 7 anni e di una ragazzina di 11, residenti nei comuni di Zimella e di Veronella.

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Ieri, 11 settembre, è stato inviato un formale invito all'azienda di Trissino a stipulare una convenzione assistita, quindi ora la palla passa a Miteni, che ha un mese per rispondere.

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