Contaminazione da Pfas, un problema ambientale, sanitario e politico

La Regione Veneto impone limiti alla presenza di Pfas nell'acqua e prosegue lo screening sulla popolazione attraverso le analisi del sangue. Ma l'argomento è sempre al centro della bagarre politica

Due sono gli ambiti in cui la Regione Veneto è impegnata per risolvere i problemi collegati all'inquinamento da Pfas delle acque: l'ambito ambientale e quello sanitario. E su entrambi l'ente regionale mostra di aver fatto tanto, con l'imposizione di limiti più stringenti alla presenza di queste sostanze e con lo screening sulla popolazione attraverso le analisi del sangue. I limiti entreranno in vigore a breve e l'Arpav ha assicurato che saranno rispettati grazie all'installazione di nuovi filtri, mentre le analisi ai residenti della zona rossa proseguono a ritmo cadenzato.

Ma i Pfas sono anche materia di scontro politico, con gli esecutivi Roma e di Venezia perennemente nel mirino. La senatrice PD Laura Puppato ha attaccato nuovamente l'assessore regionale all'ambiente Bottacin. "È inspiegabile la sua posizione - scrive Puppato - Siamo d'accordo con Bottacin sulla necessità di realizzare al più presto una nuova condotta idrica capace di offrire acqua totalmente priva da Pfas. Ma non si capisce come mai non si sia ancora passati, dopo 2 anni, alla fase esecutiva, visto che il progetto arrivato al ministero è ancora uno studio con alcuni numeri e non un progetto esecutivo". E si potrebbe arrivare anche alle querele tra PD e M5S. Il governo ha infatti annunciato milioni di euro per far fronte all'emergenza Pfas, soldi che ancora non si vedono e questo ha spinto la parlamentare veronese 5 Stelle Businarolo ha mostrare scetticismo. La collega del PD Alessia Rotta ha minacciato querele e Businarolo ha risposto: "Se andremo a processo, potrò dimostrare davanti a un giudice come alcuni esponenti del PD hanno utilizzato la salute dei cittadini come strumento di propaganda politica. Ad oggi non esiste un documento ufficiale, del governo, con le risorse a disposizione e non sono ancora stati resi noti nemmeno gli stanziamenti su base locale, regionale o provinciale".

Infine, anche tra il governo centrale e quello regionale i rapporti non sono distesi. La Regione Veneto aveva infatti chiesto allo Stato di imporre dei limiti ai Pfas a livello nazionale. La risposta non è stata affermativa e allora la Regione ha deciso di imporre dei limiti validi solo per il Veneto, ma ribadendo che il problema Pfas non è un problema locale, ma nazionale. Tesi che la Regione Veneto non è l'unica a sostenere. 

Si sta sottovalutando l'altrettanto importante situazione di crisi del Piemonte - ha reso noto Rete Ambientalista, movimento di lotta per la salute, l'ambiente e la pace - Sul tavolo della procura di Alessandria è depositato l'esposto denuncia di Medicina democratica in merito all'inquinamento da Pfoa provocato dallo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo. Ed è solo l'ultimo di una serie di esposti: Medicina Democratica è stata la prima nel 2008 a denunciare l'inquinamento degli scarichi da Bormida fino alla foce del Po.

E una normativa per uniformare i limiti di Pfas nell'acqua viene chiesta addirittura a livello europeo. L'ente indipendente Tüv Italia ha ascoltato l'allarme sulla contaminazione in Veneto e ha chiesto che l'argomento sia trattato a livello continentale, visto che l'orientamento internazionale punta già ad una riduzione dell'uso di Pfas. Sarebbe dunque necessario un approccio univoco da parte dell'Europa.

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