La notte tra il 19 e il 20 settembre 2010 il ritrovamento dei cadaveri di due coniugi a Peschiera, nelle acque del lago di Garda, con le mani legate dietro la schiena e la testa dentro un sacchetto di plastica, inorridiva il veronese e riempiva le pagine di cronaca.
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Ieri è arrivata la sentenza di questo delitto a carico del figlio dei due, Daniele Bellarosa di 48 anni, che venne arrestato il giorno seguente al ritrovamento. L'uomo è stato condannato a 20 anni di carcere dal giudice Paola Losavio, che l'ha giudicato capace di intendere e di volere, concedendo le attenuanti generiche e abbassando la richiesta del pubblico ministero Maria Angela Sighicelli che chiedeva 30 anni di reclusione. Sostenendo la semi infermità di Bellarosa, l'avvocato difensore Henric Stove non ha escludo l'ipotesi di impugnare la sentenza.





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1 Commenti
FeedSimona Ma perchè esistono le "attenuanti generiche"?! O.o Comunque me lo ricordo bene questo episodio, mi stupisco solo del fatto che ci siano voluti 2 anni per arrivare ad una sentenza.