Peschiera del Garda patrimonio dell'Unesco. Un onore ma anche un onere

La fortezza veneziana di Peschiera, insieme ad altre in Italia e all'estero sono entrati tra i siti patrimonio dell'umanità. Ora arrivano le sfide della valorizzazione e della conservazione

Una porta della fortezza di Peschiera del Garda (Foto Wikipedia)

"Opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato di Terra - Stato di Mare occidentale". Questo è il nome del nuovo sito inserito nella lista dei luoghi patrimonio mondiale dell'umanità durante la 41esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale di Cracovia. Si tratta del 53esimo sito italiano, ma in realtà è un sito transnazionale, presentato dall’Italia, insieme a Croazia e Montenegro. 

Sono entrati a far parte dei siti Unesco le opere di difesa costruite dalla Repubblica di Venezia presenti a Bergamo, Palmanova e Peschiera del Garda per l'Italia, Zara e Sebenico per la Croazia, Cattaro per il Montenegro. Un onore per il sindaco di Peschiera Orietta Gaiulli, presente a Cracovia durante la sessione del comitato. È stata lei tramite Facebook a diffondere la notizia domenica scorsa, 9 luglio, quando ufficialmente Peschiera del Garda è diventata città patrimonio dell'Unesco.

Un onore, ma anche un onere a questo punto. Perché ora la fortezza veneziana di Peschiera del Garda deve essere valorizzata al massimo per permettere un turismo sostenibile e di alta qualità. Inoltre, essendo ufficialmente un sito unico anche se diffuso in tre diverse nazioni, unico deve essere il coordinamento il piano per il suo sviluppo e la sua conservazione. La collaborazione tra Peschiera e gli altri comuni, nata per portare a buon fine questa candidatura dovrà dunque continuare.

"Un nuovo riconoscimento ad una cittadina che, anche per la sua posizione, è unica - questo è stato il commento della consigliera regionale del PD Orietta Salemi - Questo attestato non deve essere un punto di arrivo ma una nuova opportunità di partenza per la valorizzazione di Peschiera e più in generale di tutta l'area del Garda e del veronese. Con in più una lezione di metodo: a vincere in questo caso è stato anche in gioco di squadra. Si è saputo andare oltre i confini provinciali e regionali ed è su questa strada che bisogna continuare a lavorare. Il lago di Garda è patrimonio da valorizzare attraverso le opportunità offerte dall'Unesco perché il vasto patrimonio materiale e immateriale Unesco del Veneto e in particolare della provincia di Verona rappresenta una testimonianza storico-culturale e un'occasione di crescita economico-occupazionale. Verona e il Veneto a partire da questi siti possono gettare le basi per una crescita comune per le zone interessate. Servono però progetti di area vasta, condivisi e coordinati. Su tutti penso ad esempio alla creazione di itinerari turistici che utilizzino servizi ciclabili, un maggiore investimento nei servizi di trasporto locali e una mobilità più intelligente e semplice per cittadini e turisti. Serve un vero piano strategico di sviluppo turistico che veda al fianco tutti gli enti che gravitano attorno al lago".

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