Pesce e SkyCalcio, si chiude tra le polemiche la protesta dei migranti di Roncolevà

Niente Sky per i richiedenti asilo di Roncolevà, mentre fioccano le accuse alla cooperativa che gestisce il Cas, ma arrivano anche le sue difese: "La cooperativa lavora nel pieno e totale rispetto delle linee guida, le norme igienico sanitarie sono perfettamente rispettate"

La protesta dei migranti a Roncolevà giovedì 8 febbraio 2018

Nella giornata di giovedì 8 febbraio 2018, iniziata verso le 6 e proseguita per l'intera giornata, è avvenuta una protesta guidata da un piccolo gruppo di ospiti del Centro di accoglienza straordinaria (Cas) con sede nella frazione di Roncolevà a Trevenzuolo. Alla base delle rivendicazioni dei migranti vi era un generalizzato malcontento nei confronti della coordinatrice del Centro gestito dalla cooperativa Versoprobo, tale "Anastasia", il cui nome campeggiava sui cartelli di protesta dei migranti.

La vicenda SkyCalcio

In particolare vi sarebbero stati problemi legati all'alimentazione fornita nel Centro, con la richiesta di ottenere più piatti a base di pesce e poi la vicenda legata alle partite di calcio da vedere su Sky. L'installazione di Sky, a quanto risulta, doveva già avvenire, ma i tempi burocratici per realizzare l'operazione si erano dilatati ed è così che l'impazienza di alcuni ragazzi, probabilmente fomentati da dei nuovi arrivati provenienti da Cona, si è poi riversata in strada sfociando nella rumorosa, seppur pacifica, protesta.

Le accuse di inadempienze

La vicenda ha ovviamente dato adito a molti per criticare il sistema dell'accoglienza, puntando il dito contro i «finti-profughi per giorni e giorni senza uno straccio di abbonamento Sky e senza cenare a base di pesce», così come si è espresso sarcasticamente il Coordinatore Nord Italia per Forza Nuova e candidato per la Camera alle prossime elezioni del 4 marzo per la Lista Italia Agli Italiani Luca Castellini. Lo stesso esponente del partito di estrema destra ha poi accusato direttamente chi ha in gestione il Cas di Roncolevà: «I gestori della Cooperativa Versoprobo - ha dichiarato Castellini - non solo guadagnano a discapito della sicurezza nelle strade delle nostre città e paesi, ma nemmeno svolgono quel servizio di accoglienza che tanto spesso viene decantato da prefetti e amministratori vari». 

Il riferimento sarebbe alle presunte "mancanze" da parte degli operatori della cooperativa Versoprobo, mancanze denunciate anche dalla pagina Facebook Roncolevà alza la testa che raccoglie alcuni componenti del presidio nato a luglio 2017, quando i richiedenti asilo per la prima volta si insediarono nella frazione di Trevenzuolo: «Noi è dal 1° luglio che protestiamo contro questa cooperativa: cibo scarso e di dubbia qualità, scarsa igiene, gli spazi non puliti, Sky è solo un piccolo capriccio, detto all'inizio dei colloqui con il Prefetto. Oggi (venerdì 9 febbraio ndr) invece nessuno esce dalla casa e ci sono i muratori che lavorano, tutto tace, le operatrici come al solito vengono alla mattina. E di notte è ancora in dubbio la presenza degli operatori».  

La cooperativa Versoprobo si difende

Tutte accuse queste, risolutamente respinte dai diretti interessati che in una nota a firma di Andrea Montagnini, Responsabile dell’area veronese per la cooperativa Versoprobo, ha fatto sapere di voler «soprassedere in merito a ciò che ha portato queste persone a protestare, in ogni caso tali motivazioni le consideriamo futili e decisamente inappropriate. Comunichiamo con decisione - si legge ancora nella nota della Versoprobo - che la cooperativa lavora nel pieno e totale rispetto delle linee guida indicate nel capitolato della Prefettura che fornisce le indicazioni a cui attenersi nell’erogazione del Servizio in ogni sua forma e contenuto. Forniamo quello che dobbiamo fornire, in certi casi anche di più. Non il superfluo».

La vicenda Sky, in sostanza, sarebbe rientrata in quel «anche di più», se non fosse scoppiata la protesta che inevitabilmente ha fatto fare marcia indietro alla cooperativa, rendendo «superfluo» ogni procedimento di attivazione della piattaforma televisiva. Per quel che riguarda le altre critiche, ed in particolare il numero degli ospiti a Roncolevà e le condizioni igieniche e strutturali degli ambienti, la cooperativa Versoprobo ha aggiunto: «Il numero degli ospiti è dato da parametri sanitari indicati dalla ULSS che ha titolarità sul territorio specifico e sono stati effettuati tutti i lavori strutturali di adeguamento richiesti dalla Prefettura. I bagni sono stati ristrutturati e le docce aumentate per garantire il corretto rapporto con gli ospiti, il cui numero è dato dalle leggi regionali di riferimento e in ogni caso mai decisi dalla cooperativa. Le norme igienico sanitarie sono perfettamente rispettate. Ribadiamo innanzitutto che, a tutto lo staff degli operatori che lavorano nel centro in oggetto, va la nostra più completa fiducia».

Proprio nei confronti di tutti gli operatori del Cas e, in particolare, della ormai celebre coordinatrice "Anastasia", si rivolge la chiusura della nota firmata dal Responsabile dell’area veronese di Versoprobo: «Gli operatori sono persone valide, con esperienza e opportunamente formate dalla cooperativa che costantemente eroga corsi di formazione a tutti i suoi dipendenti. La coordinatrice del CAS di Roncolevà fa rispettare con energia le regole agli ospiti che devono mostrare rispetto, collaborazione e impegno quotidiani. I ragazzi ospiti nei nostri centri di accoglienza - conclude quindi Montagnini - non sono qui in Italia in vacanza come dei turisti. Hanno affrontato un lungo e faticosissimo viaggio che, glielo ricordiamo sempre, qui vede solo il suo inizio».

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