Pfas e l'ombra della prescrizione, i 5 Stelle: "La procura faccia presto"

L'iter politico-amministrativo procede, dopo la dichiarazione dello stato di emergenza presto sarà nominato un commissario. È l'iter giudiziario che appare fermo e il rischio è che tutto cada in prescrizione

Dopo la dichiarazione dello stato di emergenza per la contaminazione da Pfas delle acque venete, la ricerca di soluzioni pare abbia avuto un'accelerazione, almeno dal punto di vista politico-amministrativo. Tra poco tempo dovrebbe essere nominato un commissario che avrà il compito di portare i territori veneti colpiti dall'inquinamento fuori dall'emergenza. E lo potrà fare grazie ad uno stanziamento di fondi straordinario che servirà per prendere l'acqua da fonti non inquinate.

Ciò che ora preoccupa per la sua lentezza è il procedimento giudiziario. La Procura della Repubblica di Vicenza sta indagando sulle cause che hanno portato alla contaminazione di Pfas. In questo modo si potranno individuare i responsabili dell'inquinamento, perseguirli e infine condannarli, per ottenere da loro un risarcimento. Dalla procura però non giungono notizie e si teme che la scure della prescrizione possa cadere sul procedimento prima ancora di poter arrivare ad una sentenza.

Una preoccupazione espressa dai parlamentari veneti del Movimento 5 Stelle Barbara Guidolin e Sara Cunial e dal consigliere regionale Manuel Brusco.

Abbiamo presentato esposti e consegnato alla procura un gran numero di documenti per aiutare la magistratura a fare chiarezza - dicono i 5 Stelle - Ci troviamo di fronte a una situazione molto preoccupante, dato che i tempi si stanno rivelando troppo lunghi. Non riusciamo a capire cosa stia accadendo negli uffici della procura di Vicenza, dove pure la documentazione che abbiamo presentato è tanto corposa quanto dettagliata sulla gravità dell'inquinamento e sulle conseguenze sulle persone, in particolare donne e bambini. Chiediamo quindi alla procura di porre in essere tutto quanto è necessario per fermare immediatamente ogni ulteriore contaminazione dell'ambiente, anche tramite l'eventuale sequestro degli impianti, nonché la rapida individuazione dei responsabili perché siano chiamati a rispondere del crimine ambientale compiuto e a risarcire integralmente i danni arrecati.

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