Paola Briani nel CdA di APE, il network europeo dei più importanti gestori del servizio idrico

La nomina è avvenuta lo scorso 15 ottobre a Parigi in occasione dell’Assemblea Generale dell’associazione e rappresenta motivo di orgoglio e prestigio per Acque Veronesi, andando a premiare i meriti, le competenze e l'esperienza di una professionista della nostra città

Da sinistra, il consigliere Paola Briani, il presidente Niko Cordioli ed il suo vice, Domenico Dal Cero

Paola Briani, attuale membro del Cda di Acque Veronesi, è stata nominata Consigliere di Amministrazione di APE (Aqua Publica Europea), l’associazione nata nel 2008 con l’obiettivo di promuovere la gestione dell’acqua a livello internazionale. Nello scorso mese di luglio, la Briani era stata indicata dall’Assemblea dei Soci di Acque Veronesi come nuovo consigliere della società consortile che gestisce il servizio idrico integrato in quasi tutta la provincia scaligera. La recente nomina in APE, avvenuta lo scorso 15 ottobre a Parigi in occasione dell’Assemblea Generale dell’associazione, da un lato rispetta le nuove indicazioni legislative finalizzate a garantire il rispetto delle quote rosa negli organi di amministrazione delle aziende pubbliche, dall'altro, rappresenta motivo di orgoglio e prestigio per Acque Veronesi, andando a premiare i meriti, le competenze e l'esperienza di una professionista della nostra città. Briani è stata designata in rappresentanza di Viveracqua, la società che riunisce i più importanti e rappresentativi gestori del Veneto e che aderisce al network europeo. La mission di Ape, che serve oltre 50 milioni di abitanti e racchiude le più importanti aziende dell’idrico del Continente, è quella di dimostrare che le public utilities possono competere con le grandi multinazionali private in termini di qualità del servizio, efficienza gestionale e avanguardia tecnologica. Il principio fondamentale a cui si ispira l’associazione è quello dell’“acqua, bene comune” e proprio da questo principio nasce l’approccio alla sua gestione, come risorsa fondamentale per l’uomo, ma anche per le coltivazioni e le attività produttive in genere. Avvocato veronese, la Briani è autrice di uno studio relativo alle problematiche di impatto ambientale e degli strumenti giuridici di tutela dell’ambiente, alla luce dell’ordinamento italiano, tedesco e anglosassone. E’ stata inoltre collaboratrice presso l’Istituto di Diritto Privato della Facoltà di Giurisprudenza presso l’Università agli Studi di Verona. Oltre a Viveracqua, fanno parte di APE, le italiane: Acquedotto Pugliese, Cap Holding e SMAT Torino.
"Il trend nazionale dimostra una presenza in crescita delle donne in ruoli di responsabilità ed una particolare sintonia tra le aziende di pubblici servizi e la managerialità al femminile – ha commentato la Briani – Un tendenza che va sostenuta in tutti i modi, visto che le donne dimostrano capacità e professionalità anche in ambiti in cui non si erano precedentemente cimentate".

I membri italiani del nuovo cda di APE sono: Alessandro Russo (Cap Holding), Paola Briani (Viveracqua),Nicola Costantino (Acquedotto Pugliese) e Paolo Romano (SMAT TORINO).

Nei prossimi mesi i componenti dell'associazione saranno al lavoro con l’obiettivo di condividere le migliori pratiche in materia di gestione e servizi agli utenti, individuare collaborazioni comuni, valutare le prestazione degli operatori, promuovere un migliore accesso alle reti idriche nei paesi meno sviluppati e migliorare la comunicazione, finalizzata ad un uso maggiore dell’acqua del rubinetto, promuovendone un suo utilizzo corretto e responsabile. "Un network che combina un deciso impegno sui temi della performance e la qualità dei servizi – ha commentato il presidente di Acque Veronesi Niko Cordioli - Nel corso della riunione del 15 ottobre è emersa la forte esigenza di operare affinché l’agenda del Parlamento Europeo si trasformi in un piano specifico e concreto con alcuni obiettivi fondamentali quali, ad esempio, l’equiparazione dei costi delle bollette a livello europeo. Per fare ciò servono però, strategie comuni che permetteranno di prepararsi al meglio alle opportunità e alle difficili sfide che i gestori europei dovranno affrontare nei prossimi mesi".

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