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Omicidio a Veronetta, parla il marito della domestica: «Il figlio era una persona pacifica»

A parlare è il marito della donna che prestava da molti anni servizio nella casa dove stamane un uomo è stato ucciso

 

La donna che da moltissimi anni, pare più di 25, prestava servizio presso la casa di Veronetta dove nella mattinata di oggi, venerdì 22 novembre, si è verificato un increscioso fatto di sangue, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Troppo scossa, forse, per parlare pubblicamente, la signora Achirobita, originaria di Rossano in provincia di Cosenza, ha però affidato la sua versione dei fatti alle orecchie del marito. Quest'ultimo, il signor Antonio, anche lui di Rossano ed oggi pensionato, ha così riportato alla stampa un racconto colmo di stupore e, al tempo stesso, terribile.

La signora Achirobita, come ogni mattina, anche oggi si sarebbe recata nell'appartamento dove lavorava in via San Nazaro a Veronetta, puntuale intorno alle ore 8. Poco dopo sarebbe però scoppiato il finimondo. All'origine della violenza vi sarebbe forse, secondo la prima versione ufficiale della questura, un banale diverbio tra il padre 80enne ed il figlio quasi 50enne. Entrambi vivevano insieme, mentre la madre sarebbe mancata qualche mese fa. Eppure pare che i litigi non fossero così frequenti, almeno stando alle parole della domestica riportate da suo marito che, così come emerge dalla videointervista, descrive tale famiglia come «benestante»: «avevano tutto quello che volevano», dice di loro il signor Antonio.

Il figlio, dipinto sempre dal signor Antonio, ma anche da altri avventori interpellati nel bar poco distante dal condominio, come una persona «solitaria» e «pacifica», questa mattina avrebbe dunque sferrato due coltellate alle spalle del padre. I fendenti si sarebbero successivamente rivelati mortali. La domestica, stando alle parole di suo marito, a quel punto si sarebbe precipitata da alcuni vicini per chiedere aiuto e, poco dopo, sarebbe così stata avvisata la polizia. Una volta giunti sul posto gli agenti, dentro l'appartamento avrebbero trovato riversi a terra nel sangue non uno, bensì due uomini: oltre al padre accoltellato ad una scapola, infatti, anche il figlio stesso si sarebbe a sua volta ferito all'addome con delle lame, in quello che viene descritto come un «tentato suicidio». Sta di fatto che il figlio è stato a quel punto soccorso e trasferito in ospedale dove, fa sapere la questura, resta per il momento piantonato e formalmente indagato per omicidio. 

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