Naufragio nel porto di Rimini: trovati i corpi dei tre veronesi dispersi in mare

Sale a quattro il bilancio finale delle vittime della tragedia avvenuta nel tardo pomeriggio di martedì sulla costa romagnola, dove l'imbracazione "DiPiù" è finita contro gli scogli a causa del mare mosso e del forte vento

Si sono concluse tragicamente le ricerche delle tre persone disperse nel naufragio di una barca, avvenuto sugli scogli della diga foranea del porto di Rimini. Tutti i sei componenti dell'equipaggio coinvolto nell'incidente sono veronesi, ma a salvarsi sono stati solamente Luca Nicolis, direttore del noto locale La Bottega del Vino, Carlo Calvelli, otorinolaringoiatra a Verona.
Non c'è stato scampo invece per Alessandro Fabbri, cardiochirurgo 67enne e collega di Calvelli, per la figlia Alessia Fabbri, notaio 38enne e fidanzata con Nicolis, per Enrico Martinelli, ex dirigente d'azienda e pensionato di 69 anni, e per Ernesto Salin, 64enne ingegnere di Camisano Vicentino.

Le ricerche dei tre corpi, dopo che due persone erano state tratte in salvo già nel tardo pomeriggio del 18 aprile, sono andati avanti per tutta la notte, nella speranza di trovare i superstiti ancora in vita. Così gli uomini della capitaneria di porto e i vigili del fuoco con il nucleo sommozzatori e il supporto di un paio di elicotteri, hanno scandagliato l'area, mentre sulla "palata" del porto stazionavano le forze dell'ordine. Alla fine, dei tre cadaveri recuperati nella notte, due sono stati ritrovati tra gli scogli del porto mentre, il terzo, sulla battigia del Bagno 44 all'altezza di piazzale Marvelli.

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Stando alle prime ricostruzioni la "DiPiù", era partita di stanza a Marina di Ravenna, da dove è partita dopo essere stata acquistata dagli armatori veronesi presso la Gold Sail, un'agenzia di intermediari di imbarcazioni. La barca avrebbe preso il largo nel primo pomeriggio di martedì alla volta di Trapani per un trasferimento, venendo però sorpresa dal maltempo e dalle forti raffiche di vento finché si trovava in mare. L'equipaggio allora ha chiesto di poter attraccare al porto di Rimini via radio e, una volta ottenuta l'autorizzazione, ha dato il via alle manovre di avvicinamento. A complicare le operazioni sarebbe subentrato anche un problema al motore e, senza avere neanche la possibilità di utilizzare le vele, il natante si è ribaltato a mezzo miglio dalla costa, mentre la forte corrente e le onde lo hanno sbattuto contro gli scogli. 
A tutto questo ha assistito un fotografo riminese, che ha prestato i primi soccorsi e lanciato l'allarme insieme a due uomini. 

Ora i due sopravvissuti si trovano ricoverati all'ospedale Infermi di Rimini, mentre la procura romagnola ha aperto un fascicolo per appurare eventuali responsabilità sulla tragedia. 

VIDEO E FOTOGALLERY DA RIMINITODAY.IT

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