Naufragio di Rimini. I corpi delle quattro vittime vengono resi alle famiglie

Il magistrato che coordina l'inchiesta sulla tragedia del 18 aprile ha firmato il nullaosta e le salme torneranno quindi a Verona, mentre proseguono le verifiche per definitivamente chiarezza sulla dinamica dei fatti

È stato firmato dal magistrato di Rimini, che coordina l'inchiesta sul naufragio del Bavaria di 15 metri avvenuto il 18 aprile, il nullaosta per restituire ai familiari i corpi di Alessandro Fabbri, cardiochirurgo di 66 anni, la figlia Alessia, notaio di 37 anni, Enrico Martinelli, ex dirigente della ‘Valdadige’ di 68 anni e Ernesto Salin, ingegnere di Camisano Vicentino di 64 anni: le quattro persone che hanno perso la vita nella tragedia che si è verificata in terra romagnola e che ha visto salvarsi Luca Nicolis, 38enne fidanzato di Alessia e direttore della ‘Bottega del vino’, e Carlo Calvelli, 68 anni e otorinolaringoiatra del Policlinico Rossi. 

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Come riporta Riminitoday.it, resta invece aperto il fascicolo d'indagine, attualmente a carico di ignoti, dove si ipotizza il reato di naufragio colposo: saranno gli inquirenti a dover accertare chi, materialmente, ha dato l'ordine di salpare da Marina di Ravenna nonostante le condizioni meteo avverse e l'emissione di un bollettino che avvisava del mare in burrasca che, secondo quanto emerso, era arrivato a forza 7.
Nel frattempo Nicolis è stato dimesso dall'ospedale Infermi e ha fornito la propria versione dei fatti agli inquirenti, che ora attendono di poter parlare con Calvelli, l'altro superstite della tragedia. 

La dinamica dei fatti sembra comunque essere abbastanza chiara. Secondo le ricostruzioni, la barca a vela con a bordo un equipaggio di 6 persone è salpata da Marina di Ravenna verso le 12.30 di martedì per un trasferimento alla volta di Trapani. Il bollettino di avverse condizioni meteo però era già stato emesso, ma questo non avrebbe fermato i veronesi, già molto pratici per quanto riguarda la navigazione. Procedendo in direzione sud, le condizioni del mare si sono fatte sempre più pericolose, con il moto ondoso che è arrivato a forza 7, e così l'equipaggio del DiPiù ha è deciso di interrompere il viaggio. 
Giunti all'altezza di Rimini, hanno contattato via radio la darsena per chiedere riparo dalla tempesta e, ottenuto il via libera, con le vele ammainate e procedendo a motore, il Bavaria ha puntato verso l'imboccatura del canale. Qui, secondo le ipotesi fatte finora, il motore dell'imbarcazione avrebbe avuto un black out all'altezza della diga foranea e il Bavaria, diventato ingovernabile, ha puntato di prua contro gli scogli venendo lanciato più volte contro i massi che proteggono l'ingresso del porto. Nicolis, il primo ad essere portato in salvo dagli uomini della Capitaneria aiutati da alcune persone presenti sulla palata, è stato scaraventato sulla scogliera, dopo aver cercato disperatamente di salvare la compagna Alessia Fabbri, che purtroppo è stata risucchiata dalle onde finendo in mezzo agli scogli dove ha perso la vita. Calvelli, invece, è rimasto incastrato tra i rottami dello scafo e la diga foranea ed è stato portato in salvo dai soccorritori dei vigili del fuoco e della capitaneria di porto.

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