Trovato morto con le mani legate. L'autopsia per svelare il mistero di Valgatara

Sono molti i punti oscuri sulla vicenda che ha portato alla morte di Luciano Castellani, il 72enne titolare della trattoria Agnella, deceduto nella notte tra martedì e mercoledì dopo un probabile incontro ravvicinato con dei ladri

Non sarà facile per i carabinieri risalire agli autori della probabile tentata rapina avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì a Valgatara, alla trattoria Agnella, costata la vita a Luciano Castellani, il titolare di 72 anni trovato esanime nel suo letto con le mani legate e con delle ferite al naso e al volto. L'abitazione dell'uomo infatti si trova al secondo piano dell'attività e già un paio di mesi fa era stata oggetto d'attenzione da parte di alcuni malviventi, che però Castellani era riuscito ad allontanare e che lo avevano convinto a tenere vicino al letto un fucile. Anche quella volta il colpo venne tentato di martedì, giorno di chiusura del locale: l'anziano infatti, non essendo sposato, viveva lì da solo. 

I FATTI - Castellani aveva la passione per il calcio, in particolare per la Juventus, e martedì sera aveva guardato la partita di Champions League con alcuni amici, decidendo di andare a coricarsi poco dopo la mezzanotte. E proprio a quell'ora, un architetto che abita nell'appartamento adiacente alla trattoria, ha udito del trambusto ed ha iniziato a chiamare per nome Luciano, per sincerarsi che tutto fosse a posto. Nessuna risposta però è arrivata dall'altra parte del sottile muro che divide le due abitazioni ed è scattata quindi la chiamata al 112. Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Caprino, che una volta entrati in casa hanno trovato l'anziano a letto, con le mani legate dietro la schiena e del sangue che usciva dal naso. Agonizzante, il 72enne è stato soccorso dagli uomini del 118, ma ogni tentativo di salvargli la vita è risultato inutile. 

LE INDAGINI - I carabinieri a quel punto si sono subito messi al lavoro per individuare i colpevoli e sul posto, oltre agli uomini coordinati dal maggiore Christian Arvoti, sono arrivati anche quelli del nucleo investigativo. Nessun segno di effrazione sarebbe stato rilevato sulle porte, la casa non sarebbe stata messa a soqquadro e nulla mancherebbe all'appello. Pare infatti che Castellani tenesse almeno una finestra aperta e spesso anche una porta del piano terra, dalla quale i malviventi sarebbero potuti entrare senza essere visti. Lì vicino inoltre uno dei fratelli della vittima ha trovato una scala di ferro, che lascerebbe pensare sia stata utilizzata dai malviventi per entrare da una finestra.
Le ferite riscontrate sul corpo dell'uomo a prima vista non lo avrebbero portato alla morte, ma indicherebbero che tra lui e i rapinatori (non si conosce il numero preciso) ci sia stata una colluttazione. 

Una delle ipotesi degli inquirenti, è che i banditi stessero aspettando in casa l'arrivo di Castellani, per poi immobilizzarlo e farsi dire dove nascondeva il denaro che pensavano avesse. Lì sarebbe quindi nato lo scontro che ha provocato la ferita al naso della vittima, ma qualcosa però non è andato come i criminali probabilmente speravano. Niente infatti sembra essere stato sottratto dall'appartamento, neppure la cassaforte presente sarebbe stata toccata, segno che i banditi sono stati messi in fuga da qualcosa: forse perché preoccupati dalle condizioni dell'uomo, causate da un malore o dalle percosse ricevute, o forse perché pensavano di aver attirato l'attenzione dei vicini dopo aver udito dei rumori. 
Gli investigatori in ogni caso non escludono alcuna pista al momento. Il 72enne potrebbe anche aver semplicemente sorpreso i ladri nella sua abitazione dando vita allo scontro, conclusosi poi con lui immobilizzato a letto in condizioni critiche. 

Il corpo dell'uomo ora verrà sottoposto ad autopsia, che forse potrà fornire ai carabinieri ulteriori informazioni (a partire dalle cause della morte) su un crimine che attualmente presenta ancora numerose parti oscure. 

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