Morto a 11 mesi. L'accusa per i genitori è di omicidio preterintenzionale

Le indagini sul bimbo morto lo scorso 20 luglio si sarebbero concluse, con l'autopsia che avrebbe rilevato lesioni compatibili con la "sindrome da scuotimento", escludendo la presenza di traumi dovuti a urti con corpi esterni

Sta per iniziare l'iter processuale per i due genitori del piccolo di 11 mesi deceduto alla fine di luglio all'ospedale di borgo Trento, dove si trovava in stato di incoscienza dal settembre 2017. 
Come riporta L'Arena, l'indagine sarebbe stata conclusa e l'avviso sarrebbe quindi in fase di notifica per la coppia, per la quale il pm Elisabetta Labate ha formulato l'accusa di omicidio preterintenzionale. L'autopsia infatti avrebbe confermato la presenza di lesioni della retina compatibili con un'azione di scuotimento, escludendo invece la presenza di traumi dovuti a urti: lo stesso ematoma rilevato sul zona frontale del bimbo, sarebbe riconducibile al fatto che venne scosso. 
Secondo la ricostruzione dei genitori, riportata dal quotidiano veronese, il 27 settembre il neonato sarebbe stato particolarmente agitato, così avrebbero cercato di calmarlo per metterlo poi nella culla. Durante la cena il padre sarebbe andato a controllare se tutto andava bene, trovando il figlio cianotico: secondo l'uomo, il piccolo non respirava, così lo avrebbe preso in braccio per muoverlo, mentre la compagna chiamava i soccorsi, che lo hanno condotto nel reparto di terapia intensiva pediatrica del Polo Confortini. 
Un dolore immenso per i due, che ora dovranno anche rispondere davanti al giudice di quanto avvenuto. 

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