Operaio morto sul lavoro a Legnago, assolto rappresentante dell'azienda

Era stato accusato di non aver fornito l'attrezzatura e l'addestramento adeguati per svolgere il lavoro in sicurezza, ma il giudice ha dato ragione ai legali dell'imputato

(Foto di repertorio)

Assolto con formula piena perché il fatto non sussiste. Una sentenza che ha riempito di soddisfazione l'imputato, Marco Nicolini, e i suoi legali, Marco Favero dello studio Giovanni Giacomelli e Alberto Berardi del Foro di Padova.

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Marco Nicolini era stato rinviato a giudizio perché ritenuto responsabile della morte sul lavoro di Eugenio Grasso, avvenuta il 5 aprile 2017 nello stabilimento di Legnago della ditta Nicolini Marco Group, società di cui l'imputato è legale rappresentante. Grasso era deceduto mentre era intento a rimuovere la rampa di un mezzo di trasporto e, secondo la ricostruzione fornita dallo Spisal e posta alla base dell'impianto accusatorio della Procura di Verona, non avrebbe avuto dal titolare della sua azienda l'attrezzatura e l'addestramento adeguati per svolgere il lavoro in sicurezza. In pratica, Marco Nicolini non avrebbe rispettato le norme di sicurezza sul lavoro e per questo Eugenio Grasso sarebbe morto. Una tesi smontata dai legali dell'imputato, i quali hanno cercato di dimostrare che la realtà dei fatti era diversa da quanto ricostruito dall'accusa.
Sono serviti due anni di processo ed una corposa fase istruttoria al giudice del Tribunale di Verona per arrivare alla sentenza che non riconosce alcuna responsabilità all'imputato, il quale è stato assolto con formula piena.

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