Influenza aviaria a Monzambano, la Regione ordina restrizioni nel veronese

Sono state definite due zone, una "di protezione" e l'altra "di sorveglianza" e riguardano i comuni di Valeggio Sul Mincio, Peschiera, Lazise, Castelnuovo, Sona, Sommacampagna e Villafranca

Un nuovo focolaio di influenza aviaria è stato riscontrato in un allevamento di volatili nel comune mantovano di Monzambano. Il rischio è che il virus H5N8 si propaghi anche nel veronese, vista la vicinanza territoriale. Per questo la Regione Veneto ha emanato un'ordinanza per definire due zone, una "di protezione" e l'altra "di sorveglianza".

La zona di protezione è limitata al Comune di Valeggio sul Mincio, a ovest della località Monte Magrino, mentre la zona di sorveglianza è estesa al Comune di Valeggio sul Mincio a est di Monte Magrino, al Comune di Villafranca di Verona a ovest di via Carlo Poma, Via De Amicis, via Gorizia, via dei Dossi, SP 24, SP 54 al Comune di Sommacampagna a ovest via Cappello, strada Staffalo, golf club Verona, al Comune di Sona a ovest di strada Località Casa Stefania e di via Cason, a sud di via Santini, al Comune di Castelnuovo del Garda a ovest di via Palazzina, via Crosara, al Comune di Lazise a sud di Strada della Crosona, strada della Pelarola, via Marengo, strada del Capitel, strada dell’Orba, a ovest di via Belvedere, a est di via Peschiera e infine al Comune di Peschiera del Garda.

Le misure previste nella zona di protezione e di sorveglianza sono: il censimento di tutte le aziende avicole e degli animali presenti; un sopralluogo dei veterinari ufficiali dell'Ulss in tutte le aziende commerciali per sottoporre ad esame clinico il pollame e gli altri volatili in cattività; attuazione di un'ulteriore sorveglianza sierologica e virologica conformemente alle indicazioni operative regionali e nazionali in modo da individuare l'eventuale ulteriore diffusione dell'influenza aviaria nelle aziende ubicate nella zona di protezione.

Tra le ulteriori misure da applicare nella zona di protezione l’ordinanza prevede: l'isolamento del pollame; la distruzione delle carcasse; il divieto di movimentazione di pollame, pollastre, pulcini di un giorno e uova senza autorizzazione del veterinario ufficiale; il registro dei visitatori dell’azienda; il divieto di rimozione e spargimento di pollina e il divieto di trasporto di carni di pollame dai macelli e dai depositi frigoriferi.

Tra le misure da applicare nella zona di sorveglianza si prevede: il divieto di movimentazione di pollame, pulcini e uova; misure di biosicurezza per chiunque entri in azienda; disinfezione dei veicoli e attrezzature utilizzati per trasporto pollame, carcasse, mangimi, liquami e qualsiasi altro materiale utilizzato negli allevamenti e il registro dei visitatori dell’azienda.

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Commenti (1)

  • Finchè esisteranno gli allevvamenti intensivi l'epidemie aviare saranno sempre in agguato la cosa peggiore anche se non è contagiosa per l'uomo è che per combattere questi virus i polli vengono imbottiti di antibiotici che noi ingeriamo con le conseguenze che tutti ormai sanno. Io ho lavorato 19 anni fà alla ex A.I.A e già allora ci lasciarono a casa per un 'epidemia di aviaria, a quei tempi un dipendente fisso mi spiegò che tutta la carne scaduta veniva macinata e inserita nella stessa alimentazione dei polli io vidi la carne incriminata consistente in parti varie di polli scadute per la vendita e che venivano lasciate a temperatura ambiente all'esterno delle celle frigorifere a marcire li diversi giorni prima che fosse prelevata per essere traformarla in mangime e da notare che accadeva in piena estate non mi ricordo se luglio o agosto !

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