Melegatti, niente accordo col fondo Abalone. Chiesta la cassa integrazione

L'azienda ha accusato il fondo maltese di non aver rispettato gli impegni presi per il Natale. Accuse respinte al mittente. Intanto però la produzione non può partire e i dipendenti sono arrabbiati

L'ultimatum del fondo maltese Abalone è caduto nel vuoto. Ieri, 31 gennaio, era stato indicato come l'ultimo giorno utile concesso alla proprietà della Melegatti per firmare l'accordo con il fondo e ottenere la liquidità utile per far partire la produzione dei dolci per la prossima Pasqua. L'accordo però non è stato firmato, come riportato dal Corriere del Veneto, e la situazione è tornata ad essere quella critica dello scorso novembre, quando la Melegatti non era stata in grado di far partire la campagna di produzione natalizia perché non aveva denaro liquido per pagare fornitori e dipendenti. La stallo di allora fu risolto dall'intervento di Abalone e dalla campagna di solidarietà che spinse molti a comprare i prodotti Melegatti per aiutare l'azienda in difficoltà.

Nessuna firma sull'accordo, quindi nessuna produzione di dolci pasquali. La direzione dell'azienda ha chiesto la cassa integrazione e di questo sono stati informati anche i sindacati e i lavoratori, la cui reazione è stata rabbiosa, come era prevedibile. L'azienda ha poi scaricato ogni responsabilità sul fondo Abalone, accusandolo di non aver rispettato gli impegni presi per il Natale e per questo la proprietà della Melegatti è pronta a chiedere il risarcimento per i danni. Accuse respinte dal fondo maltese.

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Intanto, la Melegatti è alla ricerca di una soluzione alternativa da presentare al tribunale. La prossima udienza sarà il 23 febbraio e i giudici vogliono capire se c'è davvero l'opportunità per evitare un finale in questo momente tristemente possibile: il fallimento della Melegatti.

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