Atterrati all'aeroporto "Catullo" 30 medici e infermieri dall'Albania in aiuto dell'Italia

Sbarcata la «piccola armata in tenuta bianca», la lezione etica del premier albanese Edi Rama: «Le risorse umane e logistiche della nostra terra non sono illimitate, ma oggi noi non possiamo tenere forze di riserva in attesa, mentre in Italia hanno enorme bisogno di aiuto»

I medici albanesi alla partenza - foto frame video Facebook Michele Emiliano

Sono atterrati nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, intorno alle ore 12 all'aeroporto di Villafranca di Verona, appositamente riaperto per l'occasione, i trenta operatori sanitari provenienti dall'Albania quale concreto aiuto all'Italia per affrontare l'emergenza. Il personale albanese, tra infermieri e medici, andranno in particolare a sostenere uno degli ospedali che più ne ha bisogno in questa fase, vale a dire gli Spedali Civili della città di Brescia.

Molto significativo è stato il discorso che il primo ministro albanese Edi Rama ha tenuto alla partenza di quella che lui stesso ha definito «la nostra piccola armata in tenuta bianca». Il premier albanese ha sin da subito chiarito: «So che 30 medici e infermieri non rovescerenno il rapporto tra la forza micidiale del nemico invisibile e le forze in tenuta bianca che lo stanno combattendo nella linea del fuoco da quella parte del male. Ma so anche, - ha poi spiegato Rama - che anche laggiù è oramai casa nostra, da quando in Italia le nostre sorelle e i fratelli italiani ci hanno salvati, ospitati e adottati in casa loro quando l'Albania bruciava di dolori immensi. Noi stiamo combattendo lo stesso nemico invisibile, - ha aggiunto ancora il premier albanese - le risorse umane e logistiche della nostra terra non sono illimitate, ma oggi noi non possiamo tenere le forze di riserva in attesa che siano chiamate, mentre in Italia dove si stanno curando negli ospedali di guerra anche albanesi feriti dal nemico, hanno un enorme bisogno di aiuto». 

«È vero che tutti, - ha quindi proseguito il premier Edi Rama - sono rinchiusi dentro le loro frontiere e anche Paesi ricchissimi hanno girato la schiena agli altri, ma forse è veramente perché noi non siamo ricchi e neanche privi di memoria che non ci possiamo permettere di non dimostrare all'Italia che gli albanesi e l'Albania non abbandonano mai l'amico in difficoltà. Questa è una guerra dove nessuno può vincere da solo».

«Grazie, questa è fratellanza. È bello e commovente sapere che ciò che si dona poi torna» così il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, nel ringraziare il governo albanese e i 10 medici e 20 infermieri.

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Il video condiviso inizialmente dal governatore della Puglia Michele Emiliano e poi anche dal Comune di Brescia con l'intervento del primo ministro albanese Edi Rama

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