Arsenale nascosto in un capanno incustodito, denunciati due cacciatori

La scoperta è stata fatta dagli uomini della polizia provinciale durante un normale controllo a Marano di Valpolicella. Sequestrati 8 fucili, 1 pistola, un chilo di polvere da sparo, 6 munizioni da guerra vietate e 900 proiettili di vario calibro

Gli agenti della polizia provinciale sabato mattina, 4 novembre, stavano eseguendo un controllo venatorio a Marano di Valpolicella quando si sono accorti di un cacciatore che aveva nella cartucciera legata alla vita una cartuccia calibro 12 a palla, munizione per cui è obbligatoria la denuncia e che spesso viene usata dai bracconieri di ungulati; certamente non per la caccia alla lepre, come lo stesso cacciatore voleva far credere.

Invitato ad esibire la denuncia, il cittadino controllato ha accompagnato gli agenti poco distante, in un vecchio casolare disabitato vicino alla sua abitazione per recuperarla. Il casolare disabitato aveva il portoncino di ingresso aperto e al suo interno gli agenti hanno trovato incustoditi alcuni fucili appoggiati al muro ed altri collocati all'interno di un armadio privo di chiusura. Le armi risultavano denunciate ad un indirizzo diverso dal casolare in cui erano detenute in modo del tutto incustodito. Sono stati inoltre trovati numerosi proiettili e cartucce a palla che non figuravano nella denuncia.

Sono stati così allertati i carabinieri di zona e insieme agli agenti della polizia provinciale si è proceduto alla perquisizione del casolare, durante la quale sono state trovate altre munizioni non denunciate, una pistola per difesa personale non denunciata e un chilogrammo di polvere da sparo.

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In totale sono stati sequestrati 8 fucili, 1 pistola, la polvere da sparo, 6 munizioni da guerra (assolutamente vietate) e 900 proiettili di vario calibro. Il cacciatore ed il fratello, anche lui cacciatore che usufruisce del casolare, sono stati denunciati per detenzione illegale di armi e munizioni, anche da guerra, detenzione in luogo diverso da quello indicato in denuncia ed infine omessa custodia.

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