Piazza Brà si sveglia alle 15.33. Manifestazione in nome della parità dei diritti

Anche a Verona come nel resto delle principali piazze italiane, è andata in scena oggi a partire dalle 15.00 la manifestazione per chiedere il riconoscimento giuridico della coppie omosessuali

Anche in piazza Brà a Verona oggi sabato 23 gennaio è andata in scena la manifestazione a sostegno della Legge Cirinnà sulle Unioni Civili, in merito alle quali molto si sta dibattendo in questi ultimi giorni in tutta Italia. La manifestazione che ha registrato una grande affluenza di persone, è iniziata verso le ore 15.00 con il ritrovo fissato presso la scalinata di Palazzo Barbieri.

Tutti i partecipanti erano stati invitati a portare con se una sveglia da far scattare all'unisono alle ore 15.33. Una sveglia simbolica oltre che rumorosa, all'indirizzo di un Paese che ancora non ha legiferato su una materia così importante e delicata come quella in questione. Una sveglia in nome dei "diritti civili" che andrebbero garantiti nei confronti di tutti quanti i cittadini di uno Stato europeo e democratico quale è l'Italia.

La manifestazione è stata indetta dale associazioni lgbt (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) e si è svolta a Verona così come in tutte le principali città italiane.  Di seguito riportiamo il testo dell'appello lanciato in tutte le piazze d'Italia e rivolto al Parlamento di Roma:

L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni.

Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri. Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.

La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati. Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone. Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti.

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