Chiuso nel bagagliaio a Ferragosto, parla la madre del bimbo deceduto

"Pensavo fosse col fratello, - ha raccontato la madre - sono passata vicino alla macchina e lì l'ho visto, sdraiato dentro nel bagagliaio, aveva già iniziato ad avere delle convulsioni"

Una mezz'ora dentro l'auto bollente per il sole, con i finestrini chiusi, è stata fatale per Richard, il bimbo di 4 anni morto all'ospedale di Borgo Trento a Verona dopo il tragico incidente avvenuto il giorno di Ferragosto a S.Giovanni Lupatoto. La mamma, una quarantenne italiana, con altri due bambini, ha trovato la forza di raccontare all'Ansa quegli attimi terribili.

«Pensavo fosse assieme a suo fratello gemello - spiega la donna - ma questi mi ha risposto che il bambino si trovava giù in cortile a giocare. Sono scesa e ho visto la finestra aperta, l'ho cercato nel giardino, ma niente. Poi sono passata vicino alla macchina e lì l'ho visto, sdraiato dentro nel bagagliaio, aveva già iniziato ad avere delle convulsioni...».

Poi i tentativi di soccorso, «gli ho versato una secchiata di acqua fredda, poverino, ma ormai...», e il ricovero in ospedale, con l'elicottero, dove il piccolo è spirato oggi. «Sarà rimasto dentro l'auto una mezz'ora - ha riferito la donna -, ma faceva caldo e i finestrini erano chiusi, non aveva modo di respirare o di uscire».

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