Il blues perde uno dei suoi più grandi chitarristi. È morto Rudy Rotta

A 18 anni si era trasferito a Verona dove ha mosso i suoi primi passi e dove l'anno scorso è stato premiato "per aver ispirato con il suo blues intere generazioni di musicisti"

Rudy Rotta (Foto profilo Facebook)

Quanto suona diverso adesso il titolo del suo ultimo cd "Volo sul mondo", adesso che Rudy Rotta è volato dal mondo. Dopo una lunga malattia è morto ieri, 3 luglio, a due settimane dall'inizio di un tour che sarebbe dovuto partire da Cavaion Veronese.

Rudy Rotta all'anagrafe risulta nato a Villadossola nel 1950, è cresciuto a Lucerna dove la sua famiglia si era trasferita, ma aveva scelto Verona come sua città all'età di 18. Nel capoluogo scaligero aveva mosso i suoi primi passi nel mondo della musica e sempre a Verona era stato premiato l'anno scorso con una targa. La motivazione recita "per aver ispirato con il suo blues intere generazioni di musicisti". Ed è proprio quello che ha fatto suonando la chitarra nei più importanti palcoscenici del mondo.

Chitarrista, cantante, compositore, uno dei più grandi bluesman italiani e probabilmente anche anche europei, ha diviso il palco con i più illustri esponenti del blues a livello internazione senza sfigurare ed entrando di diritto nell'olimpio di questo genere musicale, come testimoniano gli inviti ai festival più importanti degli Stati Uniti e d'Europa.

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