Lotta alla ludopatia, semplificazioni e tutti i contenuti della variante Caleffi

L'assessore alla pianificazione urbanistica ha spiegato tutte le novità della variante al Piano d'interventi, tra cui l'impossibilità di aprire sale slot entro 500 metri da luoghi sensibili

Semplificazioni in edilizia, riqualificazione della Zai e lotta alla ludopatia. Ci sono questi e anche altri contenuti nella variante alle norme tecniche operative del Piano d'interventi approvata dal Consiglio comunale ed efficace da ieri, 5 agosto. Per presentare osservazioni gli interessati hanno tempo fino 3 ottobre 2016. Le osservazioni potranno riguardare qualunque norma si ritenga di poter correggere o migliorare. La variante sarà inoltrata alla Commissione Vas Regionale per l’espressione del parere di compatibilità ambientale, così da arrivare alla sua definitiva approvazione da parte del Consiglio comunale.

Tutti gli elaborati della variante sono in libera consultazione nel portale www.comune.verona.it con la possibilità di riprodurne copia.

L'assessore alla pianificazione urbanistica Gian Arnaldo Caleffi ha illustrato così la variante da lui proposta: "Oltre alle semplificazioni meramente tecniche, che avranno beneficio sull’operatività dei professionisti redattori dei progetti, la variante contiene anche alcuni contenuti di interesse generale, che porteranno un beneficio in termini di risparmio di tempo e denaro".

Queste le principali novità: 

  •  Le schede norma con non più di 1.000 mq di superficie utile lorda potranno essere attuate con permesso di costruire convenzionato, in alternativa al piano urbanistico attuativo. "Ciò semplifica il progetto e riduce i tempi di approvazione - ha spiegato Caleffi - non richiedendo più due passaggi in Giunta comunale, distanziati 60 giorni l’uno dall’altro. Non solo, si elimina anche la procedura di Vas, perché l’intervento si attuerà direttamente con un progetto edilizio senza Pua, e in questo caso, il risparmio di tempo e di costi è ancora più significativo. Condizione necessaria per poter applicare questa norma di semplificazione è che intorno all’area siano presenti le opere di urbanizzazione".
  • Nella città storica, la ristrutturazione con modifica della sagoma potrà essere attuata presentando una Scia (che consente di iniziare subito i lavori) anziché con la Dia che richiedeva l’attesa, per iniziare i lavori, di 30 giorni.
  • "Notevolmente ridotta la quantità di alberi e arbusti che è necessario piantare a fronte di un intervento edilizio - ha aggiunto Caleffi - riconducendo il numero complessivo delle essenze vegetali alle aree effettivamente piantumabili all’interno del lotto. Eliminata quindi la stortura della norma attuale che, prevedendo un numero di alberi e arbusti superiore al numero che può effettivamente essere piantato, obbliga alla loro monetizzazione sostitutiva, con notevole aggravio di costi".
  • Lotta alla ludopatia. "Accogliendo una delibera bipartisan del Consiglio comunale - spiega sempre l'assessore - è stata introdotta una norma che, a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili e per prevenire fenomeni da gioco d’azzardo patologico, vieta sia l’apertura di nuove sale pubbliche da gioco, sia la collocazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito, in locali che si trovino ad una distanza inferiore almeno di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi ordine e grado, centri giovanili ed impianti sportivi". Costituiscono inoltre luoghi sensibili da cui rispettare le distanze minime anche luoghi di culto, parchi pubblici, caserme, aree a servizi sportivi, cliniche, luoghi di particolare valore civico, edifici pubblici e musei. La distanza va calcolata in linea d’aria dal luogo sensibile e qualsiasi sua pertinenza.
  • "Per favorire il recupero dei capannoni abbandonati, soprattutto in Zai - ha continuato Caleffi - sarà consentita la loro integrale trasformazione in attività direzionale non aperta al pubblico (gli uffici delle aziende, gli uffici centrali di banche e assicurazioni) e il cambio d’uso fino ad un massimo del 50% della superficie per gli uffici aperti al pubblico (studi professionali, sportelli bancari, ecc) per i piccoli esercizi di vicinato e per le attività di ristorazione. Questa liberalizzazione consentirà di riqualificare aree abbandonate della Zai, senza la necessità di attendere grandi interventi di rigenerazione urbana".
  • Semplificazione nell’approvazione dei progetti inerenti gli edifici con vincolo monumentale e le loro aree di pertinenza: una volta acquisito il parere favorevole della Soprintendenza, si considererà il progetto conforme alle norme del Piano d'interventi che ne disciplinano gli aspetti edilizi. "In questo modo si pone fine ai conflitti che possono insorgere tra il parere della Soprintendenza e le norme edilizie comunali - ha precisato l'assessore - accettiamo quindi la prevalenza della Soprintendenza, a vantaggio della velocizzazione delle procedure e nell’interesse dei cittadini".
  • Edifici ad uso servizi pubblici. Per trasformarne l’uso in altre tipologie di servizi pubblici non sarà più necessario fare approvare una variante dal Consiglio comunale: le due destinazioni d’uso sono considerate equivalenti.

Oltre alla semplificazione sugli interventi in genere nella città storica e nelle corti rurali e nella rigenerazione dei quartieri, la variante introduce un primo abbassamento dell'onere del contributo di sostenibilità che ciascun intervento edilizio deve pagare, equiparando la destinazione d’uso "direzionale non aperto al pubblico" a quella "produttiva" e riducendo l’onere da pagare al Comune dagli importi attuali, variabili da 70 a 140 euro al mq, ad un importo uguale su tutto il territorio comunale di 20 euro al mq. "In questo modo - ha concluso l'assessore Caleffi - cerchiamo di ridare fiato ad un comparto, quello dell’edilizia terziaria, oggi in profonda crisi. Infine, perseguendo la semplificazione normativa e la diminuzione dei costi, la variante non ha trascurato di aumentare le attenzioni nei confronti dell’ambiente e del paesaggio con un vincolo a protezione delle colture dell’ulivo sulle colline e un aumento della fascia di rispetto dei siti di importanza comunitaria entro la quale non sarà possibile usare prodotti chimici per l’agricoltura".

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