Da una lite familiare spuntano 85 mila euro, droga e orologi: un arresto

Un uomo è stato tratto in manette dalle Volanti della Questura di Verona, che domenica mattina erano intervenute a Borgo Venezia solamente per sedare un litigio. Ma la testimonianza della compagna ha dato il via all'indagine

Il materiale sequestrato dalla Polizia e portato in conferenza stampa

Tutto è partito da una lite familiare, ma alla fine gli uomini della Questura hanno sequestrato 85 mila euro in contanti, 26 ovuli di cocaina (per un totale di 368 grammi), 37 orologi di provenienza ancora ignota e arrestato S.L., classe 1978 originario di Palermo, pluripregiudicato, con l'accusa di detenzione illecita di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Per lui inoltre è scattata anche la denuncia per ricettazione. 

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Tutto ha avuto inizio intorno alle ore 9 di domenica mattina, quando è arrivata al 113 la segnalazione di un litigio tra un uomo ed una donna in un'appartamento di via Antonio Salieri, nel quartiere di Borgo Venezia, a Verona. Ad avvisare le forze dell'ordine è stata la stessa donna coinvolta nella lite, classe 1985, originaria della Tunisia ed incensurata: non essendo la prima chiamata che giungeva da quella casa per quel tipo di questione, gli agenti della Squadra Volanti si sono diretti sul posto per verificare la situazione.
Nell'abitazione hanno trovato solamente la donna, che ha iniziato a raccontare ai poliziotti dell'insorgere dei problemi di coppia fra i due. Guidata forse dalla rabbia, forse dalla sensazione di essere finita all'interno di "giri" poco chiari, la nordafricana ha confidato alle forze dell'ordine anche l'aspetto lavorativo della vita dei due, sottolineando come qualcosa non le tornasse. Il compagno infatti le avrebbe affidato un ruolo di prestanome in alcune mansioni della propria attività: S.L. gestisce un concessionario nel quartiere e alle spalle ha precedenti per reati contro il patrimonio, proprio nell'ambito di import/export di vetture, oltre ad una condanna per stupefacenti, dopo che 9 anni fa venne fermato con oltre un chilo di cocaina. A destare ulteriormente il sospetto degli agenti ci ha pensato anche il racconto della donna tunisina, secondo il quale il compagno le avrebbe mostrato le chiavi di due garage della zona all'interno dei quali ci sarebbero state due auto che doveva tenere per delle persone "fidate", aggiungendo anche che se gli fosse successo qualcosa sarebbe dovuta andare là a prendere i soldi. Quello che sarebbe stato definito il "socio" da S.L. infine, anche se non ci sarebbero contratti a testimoniare il legame tra i due, risultava arrestato dai carabinieri di Brescia per alcune truffe, relative allo stesso settore e risalenti al 2017.

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La donna, stando a quanto riferito dalla Polizia di Stato in conferenza, non sembrava avere idea di cosa stesse parlando S.L., ma i sospetti dei poliziotti che ci potesse essere qualcosa che non andava si sono fatti sempre più forti, così hanno chiesto al palermitano di rientrare a casa, ufficialmente per risolvere la questione della lite. Poco dopo il suo arrivo però, hanno iniziato a fargli domande sulle chiavi che la stessa compagna aveva fornito loro, sapendo dove si trovavano, e la risposta evasiva sul telecomando di un cancello automatico ha fatto scattare le indagini, visti anche i suoi precedenti. 
Ottenuto dunque il via libera, è stato perquisito innanzitutto il concessionario, dove sono stati trovati solo documenti di materia fiscale, poi è toccato al primo garage, dove erano presenti altri documenti ed una macchina priva di targa, mentre nella seconda rimessa si trovava una Fiat Panda di colore giallo che risultava collegata ai fatti del 2017 (ed intestata ad un uomo che sarebbe stato vittima del "socio") e sottoposta a sequestro penale. Le chiavi però, avrebbe confidato ancora la donna alla Polizia, si trovavano in una specifica borsa conservata al concessionario, così gli agenti sono tornati sui loro passi per poi aprire l'auto, nella quale erano presenti gli 85 mila euro divisi in due pacchetti e la cocaina. Le verifiche poi si sono spostate all'abitazione, dove dalla cassaforte sono spuntati i 37 orologi

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Messo alle strette, S.L. ha confessato di essere entrato in possesso dell'auto da circa un mese ed ha ammesso la proprietà degli 85 mila euro, che sarebbero il frutto di alcune attività della concessionario. Per quanto riguarda la droga presente (del valore di circa 30 mila euro), avrebbe negato di esserne stato a conoscenza, mentre sugli orologi (sui quali si sta indagando se si tratti o meno di merce rubata visto che sugli astucci che li contenevano erano presenti i nomi di alcune località, anche se alcuni a prima vista sembrerebbero falsi), non avrebbe saputo fornire alcuna spiegazione

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Per gli investigatori invece, il denaro potrebbe essere il frutto dell'attività di spaccio, facendo così guadagnare all'uomo le manette, mentre la mancata spiegazione sui cronometri trovati,ha portato alla denuncia per ricettazione. I documenti fiscali verrano poi valutati anche dalla guardia di finanza per appurare eventuali irregolarità, mentre attualmente il concessionario non risulta essere sotto sequestro. 
Per quanto riguarda la compagna, da cui è emersa l'intera vicenda e che ha ritenuto essere stata suo malgrado inserita in affari poco chiari, ha lasciato l'abitazione di Verona.

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