Un metro di distanza fra le «rime buccali degli alunni» e mascherine: come riparte la scuola

Le misure contenute nelle nuove linee guida per la riapertura delle scuole a settembre

Lucia Azzolina - Ministro dell'Istruzione - fotyo frame video Youtube Palazzo Chigi

«A settembre si torna a scuola in presenza e in sicurezza» lo ha detto ieri sera, venerdì 26 giugno, la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, presentando le linee guida per la ripresa insieme al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il testo ha avuto il via libera sempre ieri pomeriggio anche da parte delle Regioni e degli Enti locali, è immediatamente operativo e verrà ora diramato alle istituzioni scolastiche. «Le linee guida sono il frutto di un lungo confronto e di una condivisione con gli attori del mondo della scuola, comprese famiglie e studenti, con le Regioni, gli Enti locali, e ci consentono di fare un lavoro che non guarda solo alla riapertura, ma anche al futuro della scuola. Abbiamo le risorse economiche, gli strumenti, possiamo far sì che la ripartenza sia anche volano di innovazione», ha aggiunto la Ministra dell'Istruzione Azzolina.

Scarica le linee guida per la riapertura delle scuole a settembre 2020

«Stiamo dando soluzioni chiare, ma flessibili: ogni scuola è strutturalmente diversa dall’altra e dobbiamo tenerne conto», ha detto ancora Azzolina. Confermato, durante la conferenza stampa, un miliardo in più per la ripartenza, che consentirà, fra l’altro, di avere un maggiore organico per evitare classi sovraffollate: «Saremo in grado di avere fra docenti e personale ATA 50mila persone in più», ha anticipato la Ministra.

Una cabina di regia nazionale con compiti di coordinamento e tavoli regionali, insediati presso gli Uffici territoriali del Ministero dell’Istruzione, guideranno le scuole verso la ripresa. Ai gruppi di lavoro parteciperanno i rappresentanti degli Enti locali. Una governance pensata per affiancare i dirigenti scolastici e facilitare le risposte alle loro esigenze. La Ministra Azzolina a partire dalla prossima settimana andrà nelle diverse regioni per partecipare ai tavoli e monitorare l’andamento dei lavori.

Riapertura delle scuole: ecco le date

Dall'1 settembre 2020 le scuole riapriranno per il recupero degli apprendimenti delle studentesse e degli studenti che non hanno raggiunto la sufficienza alla fine dell’anno scolastico appena concluso e di tutti gli alunni che i docenti vorranno far partecipare, in base alle esigenze della loro classe. Dal 14 settembre 2020 cominceranno poi per tutti le lezioni.

Sicurezza e igiene nelle scuole

Le scuole «saranno pulite costantemente e ci saranno prodotti igienizzanti, saponi e tutto quanto servirà per assicurare la sicurezza di alunne e alunni e del personale». Per questo scopo sono già stati erogati alle istituzioni scolastiche «331 milioni che potranno essere utilizzati anche per piccoli interventi di manutenzione e arredi innovativi».

Più spazi per la scuola

La scuola che inizierà settembre, per rispettare il distanziamento previsto ad oggi dal Comitato tecnico-scientifico avrà bisogno di più spazi, nello specifico 1 metro di distanza fra le «rime buccali degli alunni», vale a dire da bocca a bocca, la parola "rima" significa in questo contesto "fenditura", cioè appunto 1 metro di distanza tra le "fessure" delle bocche degli studenti. Il Ministero, secondo quanto riferito dalla Azzolina, ha messo a punto in queste settimane «un "cruscotto", un sistema informatico che incrocia i dati relativi a aule, laboratori, palestre disponibili con il dato delle studentesse e degli studenti e la distanza da tenere». Questo strumento dovrebbe poter consentire di individuare, scuola per scuola, «le priorità di intervento e gli alunni a cui sarà necessario trovare nuovi spazi in collaborazione con gli Enti locali».

Secondo i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica ci sono poi circa 3mila edifici scolastici dismessi che dovrebbero poter essere recuperati, ma l'idea pare anche essere quella di usare «spazi esterni, attraverso patti con il territorio, per una didattica che possa svolgersi anche nei musei, negli archivi storici, nei teatri, nei parchi».

Più didattica laboratoriale e flessibilità

Le linee guida sollecitano «una didattica meno frontale e più laboratoriale, in piccoli gruppi e non necessariamente in classe, ma anche in spazi diversi per coniugare la necessità di distanziamento con l’innovazione». Dovrà quindi essere favorito «l’acquisto di nuovi arredi, come i banchi singoli di nuova generazione che consentono una didattica più collaborativa». La didattica digitale potrà essere «integrata con quella in presenza ma solo in via complementare nella scuola secondaria di II grado».

Priorità a infanzia e alunni con disabilità

Nel lavoro che sarà fatto dalle scuole e ai tavoli regionali «massima priorità sarà data ai più piccoli, che più di tutti hanno sofferta la chiusura della scuola in questi mesi e agli alunni con disabilità». Il personale dovrà essere formato sui temi della sicurezza e anche sulle nuove tecnologie per non disperdere il lavoro fatto durante la chiusura delle scuole per l’emergenza. Secondo quanto annunciato ci sarà «una campagna informativa sui comportamenti responsabili da tenere che coinvolgerà anche genitori e studenti».

Obbligo di mascherina, ma con riserva

Le indicazioni su distanziamento, mascherine, misure di igiene sono contenute nei documenti elaborati dal Comitato Tecnico-Scientifico allegati alle Linee guida per le scuole. I documenti, secondo quanto si apprende, «saranno aggiornati periodicamente». In merito, sin da ora, il Comitato si è già riservato la possibilità di «rivalutare a ridosso della ripresa scolastica la necessità dell’obbligo di mascherina, sulla base dei dati del contagio che via via emergeranno».

Ad oggi nel citato documento (pagina 18 del "Documento tecnico sull'ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico"), si legge quanto segue: «La scuola garantirà giornalmente al personale la mascherina chirurgica, che dovrà essere indossata per la permanenza nei locali scolastici. Gli alunni dovranno indossare per l’intera permanenza nei locali scolastici una mascherina chirurgica o di comunità di propria dotazione, fatte salve le dovute eccezioni (ad es. attività fisica, pausa pasto)». Poco oltre viene quindi aggiunto che «non sono necessari ulteriori dispositivi di protezione», mentre si chiarisce che «anche per tutto il personale non docente, negli spazi comuni dovranno essere garantite le stesse norme di distanziamento di almeno 1 metro, indossando altresì la mascherina chirurgica».

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Per quanto riguarda le scuole dell'infanzia viene infine evidenziato che «gli alunni della scuola dell’infanzia non dovranno indossare la mascherina, come peraltro già previsto per i minori di 6 anni di età. Pertanto, non essendo sempre possibile garantire il distanziamento fisico dall’alunno, potrà essere previsto per il personale l’utilizzo di ulteriori dispositivi (es. guanti in nitrile e dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose) oltre la consueta mascherina chirurgica». Tra le varie altre misure previste nelle linee guida compare anche la necessità di procedere con ingressi scaglionati da parte degli studenti, ma non sarà indispensabile la misurazione della temperatura corporea.

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