Passeggiata con i figli e jogging, i "chiarimenti" nella circolare del ministero dell'Interno

Una circolare del Viminale inviata ai prefetti ha provato a fare chiarezza sul tema

Jogging

«Le regole sugli spostamenti per contenere la diffusione del coronavirus non cambiano», è quanto si legge in un'ulteriore nota di precisazione da parte del ministero dell'Interno, dopo che ieri, martedì 31 marzo, una circolare indirizzata ai prefetti per fornire dei "chiarimenti" aveva in realtà ingenerato una certa divergenza interpretativa da parte sia dei giornali, con titoli simmetrici ed opposti, sia da parte dei politici. Il passaggio della circolare del Viminale che maggiormente ha creato difficoltà è stato il seguente:

«Nel rammentare che resta non consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto ed accedere ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici, si evidenzia che l’attività motoria generalmente consentita non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging), tenuto anche conto che l’attuale disposizione di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo scorso tiene distinte le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima, come già detto, il camminare in prossimità della propria abitazione».

Ora, all'art.1 del Dpcm del 9 marzo citato dalla circolare del Viminale si leggeva quanto segue:

«[...] lo sport e le attività motorie svolti all'aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro». 

Fare jogging, in sostanza, ad oggi secondo la normativa nazionale vigente risulterebbe quindi consentito, e la circolare inviata ai prefetti non avrebbe cambiato una virgola su questo. La spiegazione fornita, ad esempio, da SkyTg24 sulla confusione generatasi è stata la seguente:

«Alcuni cittadini sono stati fermati per controlli mentre passeggiavano con i figli ma poiché non stavano correndo hanno rischiato la multa. Per tale motivo il Viminale ha ritenuto di dover precisare che attorno alla propria abitazione si può camminare con i figli e correre da soli».

Anche Agi e laRepubblica confermano questa linea interpretativa, ma sono stati molti i giornali che hanno letto la circolare del Viminale come tesa a sottolineare che sarebbe consentita solo la passeggiata con i figli, differenziandola dal jogging individuale che sarebbe invece già stato vietato.

Il ministero dell'Interno ha quindi diffuso un'ulteriore nota di chiarificazione:

«Si può uscire dalla propria abitazione esclusivamente nelle ipotesi già previste dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri: per lavoro, per motivi di assoluta urgenza o di necessità e per motivi di salute. La circolare del ministero dell'Interno del 31 marzo si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale».

Quali erano queste richieste? Verosimilmente quelle pervenute da più parti affinché venisse concesso ai bambini di poter passeggiare di tanto in tanto all'aperto. Di qui quindi la volontà di specificare da parte del Viminale che «per quanto riguarda gli spostamenti di persone fisiche, è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione. La stessa attività può essere svolta, inoltre, nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute». Passeggiare con i propri figli minori, si legge, è un'attività che «può essere ricondotta alle attività motorie all'aperto», dunque, il sottinteso sarebbe che essa è consentita, così come è consentita l'attività motoria all'aperto individuale, intorno a casa e tenendo le debite distanze, quindi anche il jogging (ovviamente secondo la normativa nazionale). 

La nota del Viminale specifica infatti che «per quanto riguarda l'attività motoria è stato chiarito che, fermo restando le  limitazioni indicate, è consentito camminare solo nei pressi della propria abitazione. La circolare ha ribadito che non è consentito in ogni caso svolgere attività ludica e ricreativa all'aperto e che continua ad essere vietato l'accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici». Il jogging, non sarebbe né un'attività "ludica", né un'attività "ricreativa all'aperto", bensì un'attività motoria e come tale, al pari della passeggiata intorno a casa sarebbe consentita. La nota di chiarimento poi ricorda che «in ogni caso tutti gli spostamenti sono soggetti a un divieto generale di assembramento e quindi all'obbligo di rispettare la distanza minima di sicurezza. Le regole e i divieti sugli spostamenti delle persone fisiche, dunque, rimangono le stesse».

Le reazioni del governatore della Campania De Luca, ma anche dell'assessore alla Salute Gallera in Lombardia sono state veementi, per il timore che la nota del Viminale vanificasse gli sforzi fin qui fatti comunicando un messaggio di alleggerimento delle misure che limitano gli spostamenti. In realtà sia in Lombardia che in Campania vigono delle ordinanza regionali che vietano l'attività motoria all'aria aperta e, dunque, per campani e lombardi il tema "jogging" è risolto da tali direttive, ammettendo che siano efficaci da un punto di vista giuridico. Situazione simile anche in Veneto e in particolare a Verona, dove è bene ricordare che vigono ancora sia l'ordinanza regionale firmata da Luca Zaia, sia l'ordinanza sindacale del primo cittadino scaligero Federico Sboarina.

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In particolare in quest'ultima, si legge in modo esplicito che il sindaco «ordina di vietare lo svolgimento di attività sportiva e motoria, ivi comprese le passeggiate, in luogo pubblico od aperto al pubblico nel territorio comunale». La domanda delle domande, quindi, per quanto riguarda il capoluogo scaligero è se tale ordinanza sia o non sia in contrasto, o non solo più restrittiva, rispetto alla normativa nazionale che, fatti salvi tutti i dubbi interpretativi circa il jogging, prevede oggi in modo altrettanto esplicito la possibilità per un genitore di accompagnare il figlio o i figli intorno a casa per una passeggiata, proprio perché, come si legge nella circolare del Viminale, l'attività per un genitore di passeggiare con il prooprio figlio «può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione» e «può essere svolta, inoltre, nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute». È verosimile, oltre che forse pure auspicabile, che nella giornata di oggi vengano forniti in tal senso nuovi chiarimenti.

Sboarina spazza ogni dubbio: «A Verona resta il divieto di passeggiate e attività motoria»

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