Inquinamento da Pfas. Iniziano i lavori della Commissione speciale d'inchiesta

L'organo, composto da 9 commissari, sarà presieduto dal consigliere regionale del M5S Manuel Brusco: "Cercheremo innanzitutto di fare chiarezza su quanto è successo e su cosa si può fare per informare la popolazione e mitigare il problema"

Si è insediata martdì mattina a Venezia, presso palazzo Ferro Fini, sede dell’Assemblea legislativa veneta, la Commissione d’inchiesta per le acque inquinate del Veneto in relazione alla contaminazione di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas).

A presiederla sarà il Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco, individuato all’unanimità tra i componenti di minoranza della Commissione. I Consiglieri di maggioranza Alberto Villanova (Zaia Presidente) e Alessandro Montagnoli (Lega Nord) sono stati eletti all’unanimità rispettivamente Vicepresidente e Segretario della Commissione di cui fanno parte anche i Consiglieri Massimiliano Barison (Forza Italia), Sergio Berlato (Fratelli d’Italia-AN-MCR), Antonio Guadagnini (Siamo Veneto), Maurizio Conte (Veneto per l’Autonomia), Cristina Guarda (Alessandra Moretti Presidente) e Andrea Zanoni (Partito Democratico).
Come stabilito dal Consiglio regionale del Veneto nella Deliberazione amministrativa n. 72 del 15 maggio scorso che ha istituito l’organismo d’inchiesta, su proposta iniziale del gruppo consiliare pentastellato, i nove commissari saranno chiamati, tra i vari compiti, a valutare i risultati del Piano di Monitoraggio sulle matrici di interesse alimentare in relazione alla contaminazione da Pfas in alcuni ambiti del territorio regionale, nonché i risultati del monitoraggio su alimenti e sugli umani, per capire se esiste una soglia di tossicità conoscendo in primis se e quante di queste sostanze si possono essere insinuate negli animali, nelle coltivazioni, e di conseguenza nell’uomo e se tali quantità siano o no pericolose. Potranno essere coinvolti gli uffici regionali delle strutture competenti in materia di Prevenzione e Sanità Pubblica, Veterinaria e Sicurezza Alimentare, Promozione e Sviluppo Igiene Sanità Pubblica, la struttura competente in materia di Agricoltura, la Direzione Difesa del Suolo, la Direzione Ambiente, l’Arpav, il Sistema Epidemiologico Regionale. La Commissione, inoltre, potrà audire i portatori d’interesse ed avvalersi anche di esperti in materia di inquinamento da Pfas esterni alla Regione.

Nell’arco dei prossimi sessanta giorni, rinnovabili per altri sessanta - ha dichiarato il Presidente Brusco, a margine dei lavori d’insediamento della Commissione speciale d’inchiesta - cercheremo innanzitutto di fare chiarezza su quanto è successo e su cosa si può fare per, quanto meno, informare la popolazione e mitigare il problema dell’inquinamento. Fondamentale sarà il momento delle audizioni: sentiremo tutti gli attori del territorio, le strutture tecniche competenti, gli assessori coinvolti e naturalmente, come da nostra richiesta, l’azienda Miteni; non sarà uno scontro, ma un momento di confronto.

Questa è una Commissione che sarà chiamata ad accertare la verità su quello che è successo - aggiunge il Vicepresidente Villanova - e dovrà farlo nella maniera più seria possibile seguendo un metodo scientifico, con dati certi e concreti: ai cittadini che subiscono questa situazione serve chiarezza e quei cittadini hanno diritto di sapere cos’è successo e qual è la realtà dei fatti al di là delle polemiche politiche.

Sull'importante ruolo affidato alla Commissione consiliare d’inchiesta, si è espressa anche la consigliera regionale Cristina Guarda (AMP). 

La Commissione sui Pfas che si è insediata oggi ha un compito preciso: offrire un importante contributo di verità su tutta la vicenda. Se questo compito verrà fallito, ci ritroveremo di fronte ad una nuova presa in giro, dopo il notevole ritardo con cui è intervenuto il Governo veneto: un nuovo flop che la Regione non può certo permettersi.

In questo senso – esordisce la consigliera - sarà indispensabile mostrare forza e determinazione politica trasversale. In primo luogo, per esigere che i massimi rappresentanti di Miteni si presentino in Commissione per confrontarsi a viso aperto su tutte le questioni in gioco, tanto sulle responsabilità passate quanto sui passaggi futuri da compiere. L’annuncio di Miteni di un impegno di 40-50 milioni di euro per effettuare le bonifiche è buona cosa ma non può intenerire nessuno: o la Commissione sarà incalzante e ‘affamata’ di verità, oppure è meglio chiudere subito i battenti.

Sussiste la necessità di fare luce sull’omessa o incompleta comunicazione dei documenti che certificano, tra il 1991 e il 2009, le gravissime condizioni di inquinamento del terreno – sottolinea l’esponente di Alessandra Moretti Presidente - un fatto, questo, che ha portato a una gestione sbagliata dell’area contaminata e a inevitabili ritardi nelle azioni di protezione ambientale, di bonifica e di tutela della salute.

Auguro al presidente della Commissione Brusco un buon lavoro – conclude Cristina Guarda - in questa fase cruciale, tra esigenze di verità, di protezione sanitaria dei cittadini e di rilancio delle aree contaminate. Questo incrocio esige la massima serietà di tutti: se così non sarà, non esiterò a denunciare puntualmente ogni atteggiamento rinunciatario o morbido da parte dell’organismo appena insediato.

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