Rischio idrico e alluvioni, ingegneri veronesi allo studio di soluzioni

Centinaia di esperti si riuniscono per fare il punto sulla situazione drammatica in cui versa l'Adige e i bacini montani in perenne allarme esondazione. Incontro in via Leoncino venerdì 7 giugno

"Il fiume Adige che subisce, negli anni, un notevole abbassamento dell’alveo a causa dell’impoverimento di sedimenti mentre i bacini montani artificiali, costruiti per scopi idroelettrici, sono spesso a rischio esondazione per l’interrimento eccessivo degli invasi. Sono le due criticità di tipo idraulico, di incisione-erosione nel caso dell’Adige". Entra nel vivo della discussione sul dopo-alluvione, l'ordine del giorno previsto dall'Ordine degli ingegneri veronesi. Il tema sarà infatti al centro del convegno di studi "La gestione dei sedimenti nei bacini montani e nei corsi d’acqua" promosso dalla Commissione ambiente degli ingegneri di Verona e provincia in programma venerdì 7 giugno alle 17 nel salone di Ercole, sede dell’Ordine in via Leoncino 5, a Verona.

L’incontro sarà occasione per fare il punto con gli esperti del settore sullo studio e sulla definizione teorica dei fenomeni legati al trasporto solido dei sedimenti sia sul versante del bacino sia sul loro trasporto lungo i corsi d’acqua. Gli interventi illustreranno le possibile soluzioni per prevenire il malfunzionamento delle paratoie degli scarichi di fondo con conseguente compromissione della capacità utile di invaso dei bacini artificiali, il sovralluvionamento dei corsi d’acqua a causa di un volume non più adeguato del loro alveoe, infine, per impedire gli episodi di magra nei corsi d’acqua con la conseguente perdita del livello di acqua necessario per la derivazione a scopi irrigui, con danni significativi alle colture e al raccolto. Durante l’incontro verranno inoltre proposti casi pratici di intervento e di monitoraggio per una manutenzione corretta di bacini e corsi d’acqua che possa salvaguardare l’ambiente, i cittadini, le attività agricole ed economiche legate ai corsi d’acqua.

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Al convegno interverranno il professor Giampaolo Di Silvio dell’università di Padova, esperto a livello internazionale sui temi legati al trasporto solido dei sedimenti, Sandro Rigotti, dell’Agenzia provinciale per le Risorse idriche e l’energia della Provincia Autonoma di Trento, Luca Guarino e Giuseppe Fragola dell’Autorità di bacino dell'Adige a proporre una fotografia dell’evoluzione morfologica del fiume dal dopoguerra ad oggi e Filippo Aldà, della Commissione ambiente dell’Ordine degli ingegneri di Verona, che presenterà le soluzioni concrete che pompe e sistemi di dragaggio di ultima generazione hanno messo in campo per risolvere la gestione dei sedimenti sia nei fiumi sia nei bacini artificiali.

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