Verona, la tragedia di Mattia: la passione dei motori, il go-kart. La moto gli era stata regalata un mese fa

Ha trovato la morte in sella alla sua Bmw 1000, tornando a casa dal lavoro a Vago di Lavagno, il 23enne di Zevio. La famiglia colta dalla disperazione. Colleghi e amici lo ricordano: "Un campione e gran lavoratore"

Mattia Pasini (a destra, Foto Facebook)

Famiglia nella disperazione e amici stretti nel cordoglio per la scomparsa di Mattia Pasini, il 23enne di Zevio morto a seguito di un violento incidente stradale sulla Regionale 11, in località Vago di Lavagno, nella serata di mercoledì scorso. Il giovane è rimasto vittima di un incidente in via Copernico mentre stava rientrando a casa dal lavoro. Era in sella alla sua Bmw 1000, potente motocicletta da 200 cavalli che gli era stata regalata solo un mese fa dai genitori. Una sorpresa grande che gli avevano fatto trovare a casa. I motori erano la passione di Mattia: descritto com eun talento dei go-kart e amante delle corse motociclistiche di cui era protagonista il suo “mito”, Marco Simoncelli, compianta giovane promessa del panorama internazionale.

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Il 23enne, originario di Caldiero ora può essere solo ricordato dai tanti amici e da chi lo conosceva al lavoro. Mattia era impiegato nella “Group Five”, azienda di Lavagno che si occupa di ristrutturazioni edilizie e trasporti. Una ditta piccola, di 25 persone, in cui tutti si conoscevano e davano del “tu”. A ricordarlo, sulle pagine de L’Arena è stato il suo migliore amico, che a stento riesce a trattenere le lacrime. Marco Dal Cero aveva visto Mattia, per l’ultima volta, lunedì scorso. Si vedevano quasi tutti i giorni e condividevano la passione per i motori. Si erano conosciuti a Scuola guida, per conseguire la patente. Da 18 anni erano inseparabili:

«Mi aveva invitato a casa sua lunedì sera per farmi un regalo, il regalo d'addio prima di andarsene per sempre: un go-kart in miniatura tutto in metallo. Al telefono mi aveva detto che non vedeva l'ora di vedere che faccia avrei fatto scartando il pacco con dentro il modellino emblema di una comune passione»

Mattia viveva con la mamma, Cristina, e le sorelle Demetra e Giulia. Il papà, camionista a Belfiore, si era separato dalla famiglia. Lascia la sua ragazza, di 17 anni, della quale era innamoratissimo, e i colleghi. Uno di loro, Massimo, presidente della “Group Five”, ha voluto salutare il giovane con parole d’affetto e stima, sia personale che professionale. Come spiega sulle pagine del quotidiano locale,

«Sono momenti tristi per la nostra azienda di 25 persone in tutto, una famiglia allargata. Mattia era uno di noi da quasi cinque anni, il suo primo lavoro. Per noi era quasi un figlio e una pedina fondamentale. Rispetto a tanti giovani poco propensi a lavorare, lui era l'eccezione che conferma la regola. E' proprio vero che se ne vanno sempre i migliori. Stamattina ho sentito suo padre: era disperato»

«Capire come si è svolto l'incidente non conta molto quando una persona se ne va per sempre. So che la sera dell'incidente Mattia aveva portato a casa la macchina riparata in carrozzeria e stava tornando in azienda con la moto. Non avrebbe dovuto rientrare, tuttavia lui passava sempre per fare una chiaccherata con i colleghi. Il nostro non è un posto di lavoro in cui si è un numero, di conseguenza anche il rapporto coi titolari è molto buono. Ora però siamo rimasti senza un grande amico».
 

E al cordoglio si aggiungono anche le persone conosciute nei posti che frequentava assiduamente. Come Rosario Germania, titolare dell’officina “Point@verde” di via Lucchi che si occupa di riparazioni sulle machine agricole e zootecniche.
 

«Mattia era un talento sui go-kart, è andato più forte degli altri sin da subito. Più volte era sceso in pista per provare i miei motori, ma poi aveva optato per la moto, a lui più congeniale. Veniva spesso nella mia officina, temeva vedessi la potente Bmw di cui andava orgoglioso, una moto da pista. Era stato qui anche lunedì pomeriggio per modificare il porta-targa che si muoveva. Mattia era un ragazzo positivo, allegro, dal sorriso sempre pronto. Quando ai go-kart preferì la moto, gli consigliai di stare attento. Il mezzo, purtroppo, gli è stato fatale».

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