Verona, massacra la compagna a martellate, fugge in auto e si schianta contro camion in A4

Terribili sospetti sulla morte del 48enne che mercoledì sera ha trovato la morte andato a sbattere a 120 all'ora contro il rimorchio di un Tir all'altazza di Soave. La sua convivente trovata senza vita in casa

Terribili sospetti di un assassinio. E poi di un suicidio. Sono quelli che aleggiano sulla morte di Astrit Quejvani, operaio albanese di 48 anni residente a Massa Finalese (Modena) e schiantatosi con la sua Volkswagen Polo contro un rimorchio in A4, all’altezza di Soave, mercoledì sera, verso le 20e30. Giovedì pomeriggio è infatti scattato l’allarme a Carpi da parte dei carabinieri emiliani. Nell’abitazione dell’uomo è stata ritrovato il cadavere della compagna, Valentina Paiuc, moldava di professione badante. La donna, da una prima analisi, sembra essere stata massacrata a martellate. A chiamare le Forze dell’ordine era stata la figlia della donna, preoccupata per le mancate risposte al telefono della madre. Quando i militari sono riusciti ad entrare nell’appartamento si sono trovati il corpo della poveretta immerso nel sangue. Poco distante, sul pavimento era presente un martello e una sedia a pezzi.

Le indagini si sono quindi indirizzate sull’uomo, suo convivente, impiegato da tempo in una fabbrica di ceramiche del distretto modenese. Alla tragica coincidenza non credono molto gli investigatori e quindi sono cominciati gli accertamenti. Si potrebbe presumere che l’uomo, fuori di se’ per quanto commesso, sia fuggito a bordo della sua auto e abbia vagato fino a serata inoltrata e fino a quando non ha trovato la morte egli stesso sulla strada, nel territorio veronese. Sull’asfalto non sarebbero stati però rilevati segni di frenata e quindi c’è il sospetto che possa aver pianificato in un breve attimo l’incidente. Fino a quando non sarà chiarito tutto, però, le ipotesi sono anche quelle di un malore, una disattenzione terribile o di un colpo di sonno, come spiega L’Arena.

Secondo la polizia stradale, intervenuta sul posto per i rilievi, mercoledì il 48enne si sarebbe schiantato con la Polo contro il rimorchio di un camion sloveno che stava rallentando sulla corsia riservata ai mezzi pesanti. Il conducente del Tir aveva messo fuori le quattro frecce per spostarsi verso una piazzola di sosta ma poco prima di fermarsi è avvenuto lo scontro. Un impatto terribile che ha fatto finire l’auto guidata dall’albanese a 120 all’ora, incastrata sotto il camion. L’uomo è morto sul colpo e il suo corpo è stato estratto dalle lamiere dell’abitacolo, non senza difficoltà, dai vigili del fuoco.

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