Verona, schianto fatale nella notte ad Arcole: chi erano Enrico, Nico e Anna

Tre famiglie piombano in pochissimi secondi nell'oscurità di un lutto gravissimo. A Cologna e Veronella i giovani ragazzi erano molto conosciuti e apprezzati per le loro qualità peculiari, così come i loro genitori

"In paese ci si conosce tutti". Basterebbe una frase così a far capire il dramma in cui sono piombate le cittadine di Arcole, Cologna, Zimella, Veronella. I giovani che la notte tra sabato e domenica hanno perso la vita nell'incidente sulla Provinciale 6 di amici ne avevano tanti. E sono pronti a ricordarli come solari, pieni di gioia di vivere, gentili, sempre sorridenti. No si lasciavano mai, erano "amici per la pelle". Quel genere di conoscenze che rimangono per tutta la vita. Erano legati da tempo. Ora il destino ha voluto che anche nella morte restino assieme. Enrico, Nico e Anna frequentavano gli stessi luoghi. Sabato sera, ad esempio, avevano fatto una macchina unica, la Golf guidata da Enrico, per andare a trascorrere la serata al bar "Centrale" di San Bonifacio. Qualche risata e un drink in compagnia, magari, e poi il ritorno verso casa. Il loro viaggio si è spezzato all'una circa, all'altezza della rotonda sulla Provinciale 6, ad Arcole.

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Come spiega l'Arena, Enrico Boseggia non aveva ancora 20 anni. I suoi genitori sono molto conosciuti a San Gregorio Veronella: gestiscono un banco di alimentari al mercato e i loro prodotti sono molto apprezzati. Suo nonno era il proprietario del bar "Sport" nella frazione di Casetta. Lascia anche un fratello, di pochi anni più piccolo. Enrico giocava a calcio, come tanti suoi coetanei. Era stato iscritto all'Aurora Cavalponica, dagli immancabili colori gialloblù. Spiega su L'Arena il presidente Mauro Prando:

"Aveva un carattere buono, era socievole e disposto a sacrificarsi per i compagni. Inoltre era molto generoso perché quando ci ritrovavamo con la squadra per le cene, portava sempre il suo eccellente formaggio"

Aveva frequentato la scuola di ragioneria "Rosselli" a Lonigo e poi aveva deciso di iscriversi al "Dal Cero" di San Bonifacio. A Veronella aveva lavorato pe run certo periodo negli stabilimenti "Fiamm", dove si producono batterie e alimentatori.

A San Gregorio di Veronella abitava anche Nico Bottegal, 18 anni compiuti due mesi fa. Il leader, a detta di molti, della compagnia di "butei". Anche lui si era iscritto al "Dal Cero" prima e all'alberghiero "Berti" di Soave poi. Gli piaceva la musica rap e il calcio. E fare festa. Gli piaceva proprio organizzare eventi: come spiega l'Arena aveva avviato "Zelda" piccolissima realtà che si occupava di trovare il luogo della festa, contattare il service musicale e il catering. Notevole il fatto che organizzasse anche il "sistema trasporti": metteva a disposizione pullman da e per le discoteche, in modo che i partecipanti raggiungessero le destinazioni sani e salvi. Per questa sua vena da leader era soprannominato "Boss" (capo, in inglese). I suoi genitori lavorano alla "Stone marmi" di Zimella.

Anna Koudiakov abitava a Cologna. Aveva 18 anni e il suo cognome svelava le origini russe del papà. Lei tuttavia aveva sempre vissuto in Italia. Frequentava l'ultima classe del liceo scientifico cittadino. Gli amici, come spiega l'Arena, la ricordano come

"una giovane speciale, molto intelligente, solare e sempre disponibile con tutti. Era molto conosciuta al liceo, a Cologna e nei paesi limitrofi, proprio per questo suo carattere speciale che la rendeva una ragazza meravigliosa, bellissima, oltre che un'ottima amica"

Un mese fa era andata in gita con la classe a Barcellona e fino all'anno scorso giocava a pallavolo nella polisportiva "Sabbionese". Lascia anche un fratello di 19 anni.

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