Verona, Giulia e Sonia, fiori recisi a 19 anni: intera comunità nel dolore. Lutto tra i compagni di scuola

Il preside dell'istituto "Bolisani" di Isola in cui si erano diplomate le due ragazze scomparse nell'incidente a Povegliano decide il minuto di silenzio. Il sindaco chiede più sicurezza: "Rotatorie e dossi per costringere a rallentare"

Dopo il cordoglio della comunità veronese nei confronti delle due famiglie di Sonia e Giulia, tocca anche agli ex compagni di scuola e agli amici fare i conti con la lacerante scomparsa delle ragazze. Due 19enni recise mentre per loro si era aperta una nuova vita, quella dopo le Superiori. Stavano decidendo cosa fare nell’immediato futuro. Per entrambe, si è detto, si sarebbero aperte le porte dell’università. E per tutte e due nei settori sanitari, anche se in ambiti diversi: una si sarebbe cimentata in Veterinaria, l’amica in Infermieristica. Inseparabili Sonia e Giulia. Le ricordano così tanti giovani che le avevano salutate a giugno, quando per loro era arrivato il momento degli esami di maturità e l’uscita dal mondo “ovattato” della scuola.

Frequentavano il “Bolisani” di Isola della Scala nell’indirizzo linguistico-aziendale. Come spiegano i quotidiani locali, in quello stesso istituto, lunedì mattina, è stato osservato un minuto di silenzio. Lo ha deciso il preside e l’ha diramato nelle aule tramite circolare. Anche nella sede staccata di Villafranca le attività si sono fermate, anche solo per poco. In realtà tra tutti quei 400 studenti in pochi avevano voglia di parlare. Ancora scossi dalla terribile notizia, ammutoliti. A partecipare al cordoglio collettivo anche i vecchi compagni di classe di Sonia e Giulia. Diversi ragazzi sono accorsi al “Bolisani” per stringersi nel ricordo delle due amiche scomparse poche ore prima. Una trentina di studenti, al termine delle lezioni, si sono poi ritrovati al bar davanti a scuola. Fermi, senza dire o fare nulla, impietriti. Alcuni hanno voluto salutare le due giovani con un brindisi.

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AMICHE DEL CUORE - La drammatica notizia ha raggiunto rapidamente i cellulari di famigliari, parenti e amici, quella notte. Pochi minuti dopo l’incidente alcuni erano già sul posto. Altri davanti all’abitazione delle amiche, a Bonferraro di Sorgà e Trevenzuolo. Come Silea, amica del cuore, che ha deciso di raccontare a L’Arena scampoli della sua vita con Sonia

«Andavamo nei pub della zona tra Nogara e Castel d'Ario e le nostre erano serate molto tranquille. Non abbiamo mai avuto un litigio e porterò dentro di me tutti i bei ricordi dell'amicizia che ci legava»

«ho subito chiamato il suo fidanzato Vittorio che la stava attendendo a casa dopo una serata tranquilla con gli amici. Quella sera Sonia mi aveva chiesto di uscire con lei come tante altre volte ma purtroppo non potevo e quindi mi ha detto che sarebbe andata a fare un giro con alcune amiche. Poi ho saputo che fino all'ultimo era indecisa se andare o restare a casa e purtroppo ha scelto di andare a Isola della Scala. Abbiamo saputo che le due ragazze avevano organizzato di andare a mangiare una piadina e poi si sarebbero unite al resto degli amici ma non hanno più fatto ritorno. Conosco di vista solamente uno dei ragazzi che erano sull'auto. L'altro invece non l'ho mai visto. Il suo fidanzato Vittorio è distrutto e quella notte ha voluto dormire per l'ultima volta nel letto della sua Sonia. Di solito uscivamo io e il mio fidanzato assieme a Vittorio e Sonia e non riesco ad immaginare come sarà senza di lei»

SICUREZZA INNANZITUTTO - Parla anche il sindaco di Povegliano, Anna Maria Bigon, che già l’anno scorso aveva dovuto affrontare il dolore dei compaesani per la scomparsa di Andrea Antolini, 29 anni di Castel d’Azzano, travolto da un’auto mentre stava facendo jogging. Un incidente che gli era costato la vita a poco più di mezzo chilometro dal luogo del tragico schianto di domenica mattina. Il sindaco Bigon, dopo aver espresso le proprie condoglianze alle famiglie di Giulia e Sonia, ha puntato dritto sulla necessità di sicurezza stradale. Lo spiega su L’Arena.

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«Quando ci sono dei rettilinei come questo», spiega il sindaco, «agli incroci credo sarebbe ideale creare una rotatoria oppure un rialzo della carreggiata che obblighi a rallentare. Questo permetterebbe la messa in sicurezza dell'incrocio e la riduzione della velocità. Sull'altro incrocio di via San Giovanni, dopo le richieste avanzate per anni alla Provincia dal nostro Comune e dai cittadini, abbiamo provveduto noi a realizzare, con un accordo con privati, una rotatoria costata 400mila euro».

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