Verona, la disperazione per mamma Barbara. Lettere dalle tre figlie: "Eri giovane, bellissima, ci manchi"

A poche ore dal terribile schianto di Cadidavid, sul punto della tragedia compaiono tre fogli scritti a mano da Eleonora, Giulia e Chiara. Choc e proteste dei residenti: incrocio pericoloso, aumentate la sicurezza

Lo schianto a Cadidavid

Poche parole, colme di dolore, per salutarla. Sono quelle scritte da Eleonora, su un foglio bianco poi appoggiato nel punto in cui quel terribile incidente si è portato via la madre. Ma le lettere in realtà sono tre, una per ogni figlia che Barbara Di Simone ha lasciato. C’è quella di Giulia che ricorda che la mamma “sarà sempre” con loro anche se non fisicamente. Quella della più piccola, la 14enne Chiara, composta su carta azzurra. Lunedì mattina accanto ai fogli scritti a mano anche un mazzo di fiori, triste segnale di ciò che è accaduto su quel tratto di Statale a Cadidavid. Barbara Di Simone aveva 44 anni e vive a in città, zona Santa Lucia, con le sue ragazze. Si era separata dal marito e toccava a lei far fronte alle esigenze della famiglia. Lo schianto con un Suv le è stato fatale. Lei era a bordo di un’utilitaria assieme a due amici che ora si trovano ricoverati in gravi condizioni. A ricordarla poche ore dopo la terribile vicenda sono state le figlie stesse della donna, come spiega L’Arena:

«Ciao mamma, non avrei mai pensato che, uscita da quella porta, non ti avrei più vista... avrei voluto abbracciarti forte e dirti per l'ultima volta “ti voglio bene”. Eri giovane, bellissima. Non posso nemmeno descrivere quanto mi manchi» ...

«Hai sempre fatto di tutto per me e le mie sorelle e me ne rendo conto solo ora».

La disperazione e il lutto però non smorzano la polemica. Commercianti e residenti della zona, via Belfiore, chiedono a gran voce misure per la sicurezza. Perché camion, auto, moto sfrecciano a gran velocità in entrambe le direzioni. Per questo propongono l’installazione di velox e dossi come deterrente. All’altezza del bar “Whitas”, dove le auto si sono scontrate, si verificherebbe anche un incidente al giorno. È l’incrocio pericoloso con via Gelmetto, ritenuto poco sicuro. Si propone dunque un senso unico  con uscita su viale della Libertà, semafori intelligenti o rotatorie. Da anni inoltre si attende soluzione al transito dei Tir. La variante promessa più volte per spostare il traffico dei mezzi pesanti non è ancora arrivata.

Solo il lavoro degli agenti della Municipale di Veorna potrà intanto accertare l’esatta dinamica dei fatti. Non è ancora chiaro infatti se la Skoda, che procedeva in direzione Verona e in cui c’era Barbara, volesse svoltare in via Gelmetto o semplicemente entrare nel parcheggio davanti al bar.

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