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Incendio di via Torbido, la polizia ancora alla ricerca di risposte

Il corpo senza vita rinvenuto all'interno dello stabile resta ancora senza identità e anche le cause dell'incendio non sono ancora chiare agli inquirenti

Luca Stoppele 19 settembre 2012

Ci sono le prime novità sul corpo rinvenuto la scorsa settimana all'interno dello stabile bruciato in via Torbido. L'autopsia effettuata la scorsa settimana infatti ha stabilito che, il presunto clochard, non sarebbe morto a causa delle fiamme, quindi per l'inalazione dei fumi o per le ustioni, ma forse per un malore. 

La squadra mobile, coordinata dal dirigente Giampaolo Trevisi e sotto la direzione del pm Giulia Labia, prosegue nelle sue indagini per stabilire l'identità e le cause della morte dell'uomo. Per quanto riguarda l'identificazione del corpo, gli inquirenti sperano di risalire ad essa grazie alle impronte digitali, visto che le fiamme avrebbero risparmiato le mani della vittima, e sfruttando un tatuaggio presente sul corpo.

Dopo aver nominato il perito, il pm Giulia Labia, ha richiesto che venisse esaminato attentamente il corpo alla ricerca di ferite, come tagli o colpi d'arma da fuoco, che potessero ricondurre ad una morte violenta provocata da altre persone. La ricerca però sarebbe risultata vana, indirizzando quindi gli investigatori verso le cause di morte naturale.

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Rimane però da sciogliere l'interrogativo sul come sia scoppiato l'incendio. La prima ipotesi fatta è stata quella di un piccolo falò acceso dal clochard per scaldarsi, ma dal momento che è stato appurata la morte dell'uomo prima del divampare dell'incendio, questa teoria è da considerarsi inaccettabile. Gli inquirenti però sembrano scettici anche sulle cause accidentali, lo stabile sarebbe abbandonato da anni ed un corto circuito appare quindi assai improbabile. 

Giulia Labia
Veronetta
incendio

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